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L’unico che ebbe il coraggio di dire no …   Leave a comment

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L’isola dei nasi neri

di Gianni Rodari
da “Altre storie”

Nei miei viaggi intorno al globo, una volta capitai nell’isola di Neronia, dove, per legge, tutti i cittadini dovevano avere il naso nero. Ma nero: color del carbone, dell’inchiostro, dei pull-over antracite che usano adesso, della divisa degli arbitri nelle partite di calcio.
Sulle prime, girando per le strade di Neronia, capitale dell’isola di Neronia, pensai che fosse Carnevale: la gente aveva facce normali, di colore normale, chi con la pelle bianca, chi un po’ più abbronzata dal sole, chi rosea; ma in mezzo alla faccia tutti quanti portavano un naso che pareva uscito da una scatola di lucido per le scarpe.
Entrai in un’osteria e all’oste, che aveva naturalmente un naso più nero delle sue bottiglie, domandai allegramente:
– Non avete per caso un po’ di tintura verde?
– Signore, – mi disse, – se siete del paese, fareste bene a non scherzare; se siete forestiero accettate un mio consiglio: tingetevi subito il naso di nero oppure ripigliate la strada dalla quale siete venuto e allontanatevi senza guardarvi indietro.
– Sono un forestiero, – risposi. – Ma non me ne andrò. Anzi, questa faccenda dei nasi neri mi interessa moltissimo, e se non me la spiegherete, mi metterò sulla porta della vostra osteria per attirare l’attenzione delle guardie.
– Per carità, – esclamò l’oste, congiungendo le mani, – non fate una cosa simile, o mi toccherà di chiudere bottega. Dovete sapere che nell’isola di Neronia esiste una legge antichissima, la quale stabilisce che tutte le persone debbono avere il naso nero.
– E che cosa succede se uno, la mattina, non si ricorda di farsi il naso nero?
– Il meno che gli possa capitare è di essere arrestato e condannato a cento frustate sul naso. Naturalmente perde anche il posto di lavoro ed è ridotto a chiedere l’elemosina. Se poi è trovato una seconda volta senza naso nero, viene rinchiuso in prigione per il resto della vita, e ci rimane anche dopo morto, perché nella prigione c’è anche il cimitero.
– E voi tollerate tutto questo?
– Io faccio l’oste, caro signore: io bado agli affari miei. Ogni sera faccio i conti: tanto le spese, tanto il guadagno. Che cosa m’importa del colore del mio naso?
Lasciai l’oste al suo destino e ai suoi conti e me ne andai a spasso per l’isola, col mio naso color naso. La gente, dopo un primo rapido sguardo pieno di terrore, fingeva di non vedermi, oppure fingeva di esser in un altro posto, o addirittura fingeva che io non esistessi, e guardava attraverso il mio corpo come se fosse trasparente.
A mezzogiorno in punto una guardia mi arrestò.
– Cittadino, – mi disse severamente, – siete in contravvenzione. Seguitemi.
Una piccola folla si era raccolta attorno a noi. Proprio in quel momento cominciò a piovere.
In pochi istanti la pioggia fece colare la tintura dai nasi, che, non essendo mai stati esposti al sole, apparvero bianchi come usciti dal bucato.
– Anche voi siete in contravvenzione, – dissi io alla guardia. – Il vostro naso è più bianco del mio.
– E’ vero, – disse un ragazzetto che vendeva i giornali. – Anche la guardia ha il naso bianco. Tutti abbiamo il naso bianco.
– Per l’amore del cielo, – cominciò a pregare la guardia, – io ho famiglia, ho cinque figli da mantenere. Non fatemi perdere il posto. Seguitemi.
– Seguite me, invece, – gridai alla folla.
– Andiamo davanti al palazzo del Re a mostrare i nostri nasi bianchi.
– Andiamo, – gridò il ragazzetto, gridarono altri con lui, gridò tutta la folla.
– Basta coi nasi neri! – gridò qualcuno.
Fu così che cominciò la rivoluzione di Neronia: in poche ore le strade furono gremite di gente col naso bianco, il Re e i suoi ministri scapparono, l’oste giurò che sempre, quando andava in cantina a mettere il vino nei fiaschi, si era tolto la tintura dal naso, le guardie affittarono i bambini dei vicini per mostrare che avevano tanti figli da mantenere.
E io, ancora adesso, ho un dubbio: sarà stato merito della pioggia improvvisa, o sarà stato merito di quell’unico cittadino, forestiero per giunta, che ebbe il coraggio di mostrare il suo naso bianco anche prima, quando splendeva il sole?

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