Archivio per l'etichetta ‘Natale

Buon Natale! Che la Speranza cammini sempre accanto a noi.   44 comments

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Avventura di Natale

di Jolanda Colombini Monti – Illustrazioni di Mariapia
Editrice Piccoli (Milano)

Udite l’avventura straordinaria
di Biri, un cane piccolo maltese,
che un giorno si sentì portare in aria…
Era Dicembre, addì venti del mese.

Ancora cinque giorni e poi… Natale!
Lucilla, la sua bionda padroncina,
gli disse: “Biri, tu che sei geniale,
corri a imbucare questa letterina.

E’ per Gesù Bambino. Ascolta bene,
gli ho chiesto qualcosetta anche per te,
perciò spedirla subito conviene.
Va presto e poi ritorna qui da me!”.

Biri era corso fuori sulla neve
cercando il luogo dell’impostazione;
dopo una corsettina svelta e breve
vide un gran sacco messo a penzolone.

Pendeva da una pianta tutta spoglia
ed un cartello aveva lì vicino,
fissato ai rami in luogo d’una foglia.
Diceva: “Posta per Gesù Bambino”.

Biri si sentì pieno d’allegria…
spiccò un bel salto, ma, con grande smacco,
forse a cagion d’eccesso d’energia,
finì, insieme alla lettera, nel sacco!

Provò. Tentò d’uscirne. Inutilmente!
Ad ogni salto sempre più affondava.
Passasse almeno in strada della gente!
Macché, nessuno! Biri mugolava…

E piangi, piangi, alfin s’addormentò…
E chi può dire, dopo, cosa avvenne?
Tra un cumulo di buste si svegliò
e lettere-richiesta dolci e strenne.

Seduto in un cantuccio tutto azzurro
Biri, sorpreso, intorno a sé guardava.
Tese l’orecchio. Percepì un sussurro…
C’era qualcuno che di là parlava.

“Com’è il tuo sacco per Gesù Bambino?”
“Ti dico, caro mio, che un tale peso,
da quando faccio l’Angelo Postino,
non l’ho portato mai. Ne son sorpreso!

Di là l’ho scaricato da un momento;
è stato un volo, credi, da stancare…
Di fare un altro viaggio non mi sento.
Se mi permetti vado a riposare”.

“Dispongo per trovarti un sostituto.
Anche per me, che sono il Segretario,
dovrò cercare un angelo d’aiuto.
Quest’anno c’è lavoro straordinario!”.

Biri, che quei discorsi aveva udito,
capì che in Paradiso si trovava.
Andò a girare intorno incuriosito,
qualcosa in ogni parte l’attirava.

Quanti preparativi per Natale!
Dovunque giochi, treni, trombettine…
ma la scoperta più sensazionale
la fece nel reparto bamboline.

V’erano tanti finti cagnolini
della sua stessa razza, in egual posa;
unica differenza: i collarini
ch’eran verdi mentre il suo era rosa…

Biri sostava, muto, ad ammirare
quei sosia che sembravan vivi e veri,
quando sentì un sommesso parlottare
che ritornar lo fece ai suoi pensieri.

“Qualcuno arriva” disse “Cosa faccio?
Se mi si scopre qui, sono spacciato!
Un’idea! Per togliermi d’impaccio
mi unisco ai finti Biri e tengo il fiato”.

“Vuoi prender nota, caro? Un carrozzino,
una tromba, una bambola e un treno”.
(Son gli angeli che passan lì vicino:
di Biri… non s’accorgono nemmeno!)

Lucilla, dopo aver tanto aspettato
che ritornasse il piccolo suo Biri,
col cuoricino triste ed angosciato
si vede spesso in lacrime e sospiri.

“Biri, Birino mio, perché non torni?
Qualcosa t’è accaduto certamente!”
Dalla finestra guarda tutti i giorni…
Fuori silenzio e neve solamente.

Quando un esser caro s’allontana
e notizie di lui nessuno porta,
la vita come sembra vuota e vana!
Anche se vien Natale, cosa importa?

Vigilia di Natale. Trepidanti
i bimbi di già smaniano d’attesa.
I doni sono pronti tutti quanti,
per Dario, per Maurizio, per Teresa…

Li han preparati in cielo gli angioletti
per ordine del buon Gesù Bambino.
C’è scritto chiaro dove son diretti
perché arrivare possano a destino.

Biri ha un’idea che in testa gli zampilla:
manca a Natale solamente un giorno.
Op! Un salto nel cesto di Lucilla
gli può dare certezza di ritorno!

Ma che sorpresa bella, stamattina!
Lucilla nel suo letto ancora stava
quando sentì tirar la copertina.
Era il suo Biri che la salutava.

“Biri, Birino sei tornato, e quando?
Dove sei stato, caro? Qua un bacetto!”
E il cagnolino allor scodinzolando
le fa le feste e monta sopra il letto.

Vorrebbe raccontare la bestiola
il grande viaggio, ma parlar non sa…
Oh, come è brutto non aver parola!
L’avventura un segreto rimarrà.

Fonte: http://www.filastrocche.it/contenuti/avventura-di-natale/

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Natale nell’aria … anche se non vuoi arriva   52 comments

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Ritorna Natale

da Filastrocche.it

Ritorna Natale col mondo in subbuglio
si sogna la pace, ma è tutto un imbroglio!
Si spendon miliardi per fare processi
e vanno in galera i più buoni e i più fessi.
Si cerca la neve sui monti a sciare,
si scorda chi soffre e non ha da mangiare.
Si spendon fortune per assurdi doni
e l’albero è pieno di dolci e zamponi.
Là nella capanna si attende l’evento,
già l’ora è vicina al grande momento.
Tra l’asino e il bue, che strano destino,
invece del Bimbo c’è un bel tortellino!
Miracol di fede o dell’abbondanza?
Chi pensa a Gesù? Riempiamo la panza!

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Se il denaro non dà la felicità, figuriamoci la miseria.

Woody Allen

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Fonte: http://www.filastrocche.it/nostalgici/natale/ritorna.htm

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Anche oggi mi sento “natalizia” e … adoro l’Africa! Punto!   29 comments

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Soweto Gospel Choir – Oh Happy Day

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Il travolgente Soweto Gospel Choir nasce dove la tradizione del Gospel incontra il ritmo dell’Africa. Nata nel 2002, fondata da David Mulovhedzi, questa realtà, vincitrice di due Grammy Award, e dell’Emmy Award televisivo per la sua collaborazione con Bono e U2 e una nomination all’Oscar per il suo lavoro con Peter Gabriel, propone la travolgente forza della musica africana filtrata attraverso il fascino eterno del Gospel: gli oltre 30 cantanti, ballerini e percussionisti sono i migliori artisti che operano nelle numerose chiese di Soweto. Eseguono un repertorio quanto mai seducente e sfaccettato che bene riflette l’anima, la storia e la cultura del Sudafrica (la Rainbow Nation) attraverso un ritmo sempre vivace, una stupefacente danza e soprattutto una preziosa ricerca vocale.

Soweto è un’area urbana della città di Johannesburg, in Sudafrica. È la più grande township del Sudafrica e ha avuto un ruolo fondamentale nella storia della lotta all’apartheid. Il nome “Soweto” è una contrazione di “South Western Townships” (“township sudoccidentali”). Lì è iniziata la lunga marcia che ha portato alla svolta radicale in Sudafrica.

Applaudito in tutto il mondo da oltre 400.000 persone, il Soweto Gospel Choir, con un repertorio che include canzoni tradizionali tramandate di generazione in generazione, African Gospel, canzoni della libertà sudafricana, reinterpretazioni uniche di classici internazionali, incluso il classico “Pata Pata” di Miriam Makeba, e anche brani famosi a livello internazionale come “Bridge Over Troubled Waters” e “Many Rivers To Cross”, si è esibito nelle più grandi sale da concerto del mondo, oltre che come headliner in festival come il Montreal Jazz Festival e l’Edinburgh Fringe, collezionando anche grandi collaborazioni. Soweto Gospel Choir si è prodotto in concerti alla presenza di leaders del mondo tra cui Nelson Mandela, Desmond Tutu, i presidenti Obama e Clinton e la famiglia reale britannica.

L’inaugurazione dei mondiali in Sud Africa nel 2010 è stata un’occasione per vederlo all’opera per la prima volta in mondovisione, ma è dal vivo che le 30 potenti voci riescono a trasmettere l’emozione della musica. Non si riesce a non battere le mani e a stare seduti sulla sedia: il concerto di questi artisti africani è una festa per gli occhi e per l’anima. Gioia: è questa la caratteristica principale che questo coro riesce a trasmettere.

Chi assiste ad uno spettacolo del Soweto Gospel Choir viene travolto dai colori e dai suoni, ma soprattutto ha l’impressione di assistere ad un evento festoso, ad una sorta di appuntamento tra amici che amano cantare e coinvolgere gli altri in allegria.

L’incontro con il Soweto Gospel Choir è di quelli che lasciano una emozione profonda. Gospel trascinanti, carichi di energia, suggeriti da una superba forza ispiratrice, che esprimono l’amore per il prossimo e il desiderio di convivenza e armonia fra i popoli.

Impossibile non subirne il fascino. Scuote le anime, tocca il cuore, suscita entusiasmo. I protagonisti hanno la straordinaria capacità di trasmettere al pubblico tutta la bellezza e la passione che caratterizzano quell’Africa così lontana ma anche, nel sentire, così vicina a noi.

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Oggi mi sento “natalizia” … punto!   39 comments

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Filastrocca di Natale

Gianni Rodari

Un abete speciale
Quest’anno mi voglio fare
un albero di Natale
di tipo speciale,
ma bello veramente.
Non lo farò in tinello,
lo farò nella mente,
con centomila rami
e un miliardo di lampadine,
e tutti i doni
che non stanno nelle vetrine.
Un raggio di sole
per il passero che trema,
un ciuffo di viole
per il prato gelato,
un aumento di pensione
per il vecchio pensionato.
E poi giochi,
giocattoli, balocchi
quanti ne puoi contare
a spalancare gli occhi:
un milione, cento milioni
di bellissimi doni
per quei bambini
che non ebbero mai
un regalo di Natale,
e per loro ogni giorno
all’altro è uguale,
e non è mai festa.
Perché se un bimbo
resta senza niente,
anche uno solo, piccolo,
che piangere non si sente,
Natale è tutto sbagliato.

Filastrocca di Natale di Gianni Rodari da “Filastrocche in cielo e in terra”

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Auguri a tutti!   19 comments

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L’albero dei poveri

di Gianni Rodari

Filastrocca di Natale,
la neve è bianca come il sale,
la neve è fredda, la notte è nera
ma per i bimbi è primavera:
soltanto per loro, ai piedi del letto
è fiorito un alberetto.
Che strani fiori, che frutti buoni
oggi sull’albero dei doni:
bambole d’oro, treni di latta,
orsi dal pelo come d’ovatta,
e in cima, proprio sul ramo più alto,
un cavallo che spicca il salto.
Quasi lo tocco…
Ma no, ho sognato,
ed ecco, adesso, mi sono destato:
nella mia casa, accanto al mio letto
non è fiorito l’alberetto.
Ci sono soltanto i fiori del gelo
sui vetri che mi nascondono il cielo.
L’albero dei poveri sul vetro è fiorito:
io lo cancello con un dito.

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Che lo si aspetti o meno … Natale arriva sempre … festeggiamo!   8 comments

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L’alberello di Natale

E. dell’Orso

Un allegro alberello di Natale
si mette all’improvviso a camminare,
afferra con il ramo un valigione
e si dirige in fretta alla stazione.
Prende un biglietto per il Monte Bianco,
poi si sdraia in cuccetta perché è stanco,
i viaggiatori che gli son vicini
gli chiedono di spegnere i lumini.
Quando arriva in montagna l’alberello
scende dal treno con valigia e ombrello.
Deve trovare presto un posticino
sul Monte Bianco, accanto a un altro pino.
– Cos’hai fatto? – gli chiedono i fratelli.
– Chi ti ha abbandonato con tutti quei gioielli? –
– Sono stati i bambini a farmi festa,
mi hanno messo una corona in testa,
ma avevo tanta, tanta nostalgia
e ho deciso di venire via.
Volevo i miei monti, le mie stelle,
le favole del vento, così belle,
volevo la vostra compagnia,
ed è per questo che son venuto via -.
– E ora, – gli chiedono gli amici
che di averlo vicino son felici,
– cosa farai con tutti quei lumini? –
– Farò luce, d’inverno, agli uccellini -.

da Filastrocche al ballo del perché – Einaudi

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Una favola di Natale …   9 comments

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Fantasia di Natale

Era la vigilia di Natale. Nella vecchia casa si erano riuniti i parenti e gli amici più intimi per celebrare tutti insieme la festa più bella dell’anno. C’erano la vecchia nonna, la mamma, i due gemelli, Maria, la sorella maggiore, il parroco, un giovane dottore e persino i due cani. Per ultimo giunse il vecchio maestro con la sua solita aria svanita ed il cappotto logoro. Ma era sempre così allegro, gioioso e buono che tutti gli volevano bene. ” Cosa avete portato?” gli chiesero i gemelli correndogli incontro. Il maestro, pur non avendo nulla, dava sempre l’impressione di avere tutto, proprio come un mago. ” Ho qualcosa che farà piacere a tutti!” rispose e, prese dalla tasca del cappotto una scatola da cui estrasse una polvere. Il maestro mise la polvere sul ceppo del camino ed il fumo si diffuse per tutta la stanza. Allora la scena cambiò per ognuno. Tim, uno dei gemelli, si ritrovò a cavallo di un superbo destriero bianco. In mano teneva una spada scintillante e cavalcava terre lontane e sconosciute.

Tom, il fratello, si ritrovò su una nave che solcava l’oceano e lui ne era il valido capitano. Maria si ritrovò vestita con il più bell’abito da sposa che avesse mai sognato e il dottore invece si vide passeggiare per strada accanto alla sua adorata sposa, Maria e con loro vi era un tenero bambino dai riccioli color ebano. Il parroco per un attimo non scorse nulla ma il fumo lentamente si diradò e allora poté scorgere la città di Betlemme e udire mille campane suonare a festa. Nel cielo splendeva la stella cometa ed il parroco sentì il cuore colmarsi di gioia. La nonna invece vide una fanciulla seduta sopra ad un cuscino di velluto. Guardò meglio e vide sé stessa, bella e giovane, avvolta nell’abito da sposa che le aveva confezionato la sua mamma. Infine la mamma si ritrovò tra le mani metri e metri di broccato d’oro e non finiva più di misurare il tessuto pensando all’abito elegante che avrebbe potuto confezionarsi. Anche i cani ebbero la loro visione e mugolarono felici scodinzolando allegramente. A mezzanotte in punto le campane della chiesa suonarono. Allora il maestro spazzò via il fumo e l’aria tornò nitida e chiara. Tutti si risvegliarono in tempo per mangiare il budino e bere lo spumante. Il sogno magico era svanito, ma nel cuore di ognuno regnava un vago sentimento di pace e felicità.

Fonte: ilpaesedeibambinichesorridono.it

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Pubblicato 26 dicembre 2015 da mariannecraven in Favole, Racconti

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