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Il referendum sul divorzio   3 comments

No, vogliamo essere liberi. OXI !

Essere Sinistra

referendum-divorzio-no

di Massimo RIBAUDO

Sento quell’attesa lì. Come quando ero piccolo. E mio padre e mia madre aspettavano il NO. Perchè mio padre era divorziato e non si sono mai sposati con mia madre. E sono stati insieme trenta anni, fino alla morte di mio padre. Contro le regole imposte dalla morale cattolica, sempre.

Oggi c’è un altro nemico della libertà e della democrazia. Le regole imposte da chi si prostra al dio del mercato. Un dio falso, fatto di bilanci truccati, di business plan assurdi, di contratti capestro, di profitti senza alcun merito e capacità.  Di banche che ottengono dalle speculazioni il 20% immediato e dagli investimenti il 3%, ma duraturo negli anni. Quindi, speculano.

Un dio falso che ha come comandamento unico  il profitto generato da debiti impossibili da onorare, ma resi necessari dalle sue leggi, dai suoi codici mafiosi.

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ASPETTANDO GODOT DALLA GRECIA   Leave a comment

“ … qualcosa che ci appartiene e che non vogliamo perdere: la democrazia.” Bellissimo pezzo, concordo con ogni parola. Democrazia, qualcuno non sa nemmeno più il significato di questa parola, la Grecia è stata la culla della democrazia, e “qualcuno”, qui, invece che sbavare e scodinzolare intorno alla Merkel, sarebbe bene che cercasse di capirne il valore. Ribloggo.

Pubblicato 5 luglio 2015 da mariannecraven in Politica, Società

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TSIPRAS: “ABBIAMO LA GIUSTIZIA DALLA NOSTRA PARTE”   2 comments

Sì, vinceremo! NO, NO, NO! e ribloggo

Pubblicato 4 luglio 2015 da mariannecraven in Politica, Società

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L’EUROPA CHE DA’ E CHE TOGLIE IN BASE AL MOMENTO. LA GRECIA E’ OGGI   Leave a comment

Anch’io ho preso a cuore la Grecia. Oggi la Grecia siamo noi.

Pubblicato 3 luglio 2015 da mariannecraven in Politica

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TSIPRAS, QUESTO È UN UOMO, QUESTO È UN LEADER   Leave a comment

Pubblicato 29 giugno 2015 da mariannecraven in Politica, Società

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“L’edificando muro magiaro voluto dal fascistoide Orban”   Leave a comment

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Moni Ovadia
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Il valore dei muri

di Moni Ovadia
Venerdì 19 Giugno 2015

Lo scan­dalo e l’esecrazione pro­vo­cati dal cele­ber­rimo muro di Ber­lino non hanno più avuto rea­zioni con­si­mili in quelle pro­vo­cate da altri muri che stanno sor­gendo da molte parti in Europa e nel mondo. Nes­sun Pre­si­dente degli Stati Uniti suscita la com­mo­zione dei sedi­centi demo­cra­tici con le sue frasi lapi­da­rie come fu quella pro­nun­ciata da John Fitz­ge­rald Ken­nedy in rife­ri­mento al quel muro della Guerra Fredda: «Ich bin ein Ber­li­ner». Repli­cherà Obama un exploit del genere pro­nun­ciando un vibrante: «I am an ille­gal immi­grant» o «I am a gipsy» davanti all’edificando muro magiaro voluto dal fascistoide Orban? C’è da dubi­tarne visto che sul con­fine fra Mes­sico e Usa c’è una bar­riera il cui scopo è quello di arre­stare l’immigrazione illegale.

L’Europa Comu­ni­ta­ria, con ogni pro­ba­bi­lità, non farà nulla nei con­fronti dell’Ungheria dato che fino ad ora non ha fatto gran­ché per con­tra­stare i prov­ve­di­menti liber­ti­cidi e anti­de­mo­cra­tici del suo governo. Alla comu­nità Euro­pea non importa niente della libertà e men che meno della demo­cra­zia, quella vera si intende e non la mise­ra­bile scorza a cui quell’idea è stata ridotta. Quanto ai diritti, si tratta solo di chiac­chiere o di qual­che richiamo poco o per nulla impegnativo.

Que­sta cari­ca­tura buro­cra­tica di pseudo asso­cia­zione sovra­na­zio­nale mone­ta­ria ha get­tato alle orti­che la cul­tura e l’ideale anti­fa­sci­sta da cui è nata con grandi annunci e grandi spe­ranze e pre­fe­ri­sce pro­ster­narsi davanti alla pre­po­tenza dei poten­tati eco­no­mico finanziari.

La Ue tol­lera con non­cha­lance i revan­sci­smi fasci­sti, gli xeno­fobi e i raz­zi­sti, ma si acca­ni­sce con cinico piglio ideo­lo­gico con­tro l’unico governo di sini­stra del vec­chio con­ti­nente, quello della Gre­cia, per­ché si rifiuta di mas­sa­crare i ceti deboli.

Que­sta Europa non è molto dis­si­mile da quella che assi­stette alla nascita del Nazi­smo, non ha impa­rato niente dalla lezione a parte la reto­rica del Giorno della Memo­ria. I lea­der euro­pei sono sot­to­messi all’ossessione di esten­dere la Nato per ricreare la Guerra Fredda con­na­tu­rata al volere ege­mo­nico degli Usa, il cui mal­ce­lato sogno è sem­pre stato quello di dis­se­mi­nare la fron­tiera con la Rus­sia di instal­la­zioni mili­tari per pun­tare i mis­sili fra le nati­che di Putin, il quale  sarà anche un ese­cra­bile auto­crate, ma ha le sue ragioni, come non smet­tono di ricor­dare anche i “migliori” ana­li­sti sta­tu­ni­tensi quali Henry Kissinger.

Ma l’Europa — e nella fat­ti­spe­cie la Mit­te­leu­ropa a stelle e stri­sce — pre­fe­ri­sce di gran lunga con­vi­vere con le ragioni di fasci­sti xeno­fobi e revan­sci­sti che pre­ci­pi­tano l’odio verso immi­grati e rom per fomen­tare l’infame guerra fra poveri, instru­men­tum regni il cui scopo è quello di per­pe­tuare poli­ti­che regres­sive nei con­fronti dell’uguaglianza e della pari dignità sociale di tutti gli uomini.

Per quanto ci riguarda, la lezione più urgente da trarre dalla dis­se­mi­na­zione di que­sti nuovi muri, è che l’antifascismo non è un vec­chio arnese da sof­fitta della Sto­ria, ma un ideale vivo e pul­sante sino­nimo di civiltà della democrazia.

E’ ora di ripren­dere il cam­mino della Resi­stenza per com­pierne il lascito.

fonte: L’Altra Europa con Tsipras
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Ho sempre avuto stima e ammirazione per Moni Ovadia. Ho avuto il piacere e l’onore di conoscerlo, uomo di straordinaria intelligenza, cultura e umanità. I suoi spettacoli mi hanno sempre entusiasmato, grande attore, grande musicista, un artista a tutto tondo, che ha saputo esprimere anche attraverso lo spettacolo i suoi grandi valori di vita. Condivido pienamente questo articolo, frutto del suo impegno politico e sociale. Grazie Salomone.

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