Archivio per l'etichetta ‘Europa

Brividi sulla pelle …   33 comments

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La pianta del tè

Ivano Fossati

Come cambia le cose
La luce della luna
Come cambia i colori qui
La luce della luna
Come ci rende solitari e ci tocca
Come ci impastano la bocca
Queste piste di polvere
Per vent’anni o per cento
E come cambia poco una sola voce
Nel coro del vento
Ci s’inginocchia su questo
Sagrato immenso
Dell’altipiano barocco d’oriente
Per orizzonte stelle basse
Per orizzonte stelle basse
Oppure niente
E non è rosa che cerchiamo non è rosa
E non è rosa o denaro, non è rosa
E non è amore o fortuna
Non è amore
Che la fortuna è appesa al cielo
E non è amore
Chi si guarda nel cuore
Sa bene quello che vuole
E prende quello che c’è
Ha ben piccole foglie
Ha ben piccole foglie
Ha ben piccole foglie
La pianta del tè.

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Un pezzo magico, di grande introspezione, emozionante e da brividi sulla pelle, il cui fascino notturno, lunare e misterioso, nella versione originale è musicalmente creato dal contrasto tra i vellutati flauti di canna andini e le percussioni ostinate e inquietanti, che, però, non sono mai esagerate o invadenti. Strumenti quali Antara e Kena, flauti suonati da Uña Ramos, sprigionano tutto il loro potere magico e ci trasportano in vetta a qualche picco cileno o peruviano e poi più in alto, fino al cielo. Non da meno la versione di questo video, in cui archi e pianoforte creano magistralmente lo stesso clima di mistero e ci fanno viaggiare in luoghi e tempi lontani.

Suoni dai sapori etnici, dicevo, che accompagnano un viaggio più profondo, quello dell’uomo dentro se stesso, partendo dal cammino di popoli nomadi che tanti secoli fa percorsero un tragitto che iniziava dall’India per arrivare in Europa, che dal Mediterraneo li portò fino in Africa e nel Medio Oriente, popoli diversi da noi, ma che ci trasmettono un senso straordinario di umanità errante.

L’India, vista come un “sagrato immenso” dove le nostre sofferenze e la nostra stessa esistenza acquistano il vero significato.

C’è un cammino ed una ricerca, ci ritroviamo a scrutare il nostro passato, a trovare una collocazione del nostro presente, a sognare un futuro che sarà senz’altro migliore, se sapremo prendere consapevolezza di noi stessi.

Certo non si può volere l’impossibile, meglio restare aggrappati alla ricerca di qualcosa di reale e soprattutto possibile: “Chi si guarda nel cuore sa bene quello che vuole e prende quello che c’è”. Meglio guardare in noi stessi, ripercorrendo la nostra vita passata, per arrivare a capire come vogliamo vivere quella futura, che uomini vogliamo essere per conquistare le nostre mete.

Così, come fecero i nomadi in cammino, anche noi, se percorreremo la nostra vita lasciandoci alle spalle pesi che ci soffocano e ci tolgono il fiato, se non ci faremo condizionare da tutte le apparenze ingannevoli, le illusioni di grandi luci a portata di mano, potremo affermare che il nostro viaggio non è stato sterile e infruttuoso, ma che ci ha fatto conoscere la nostra vera dimensione.

E, dopo questa lunga ricerca di noi stessi, questo lungo viaggio di riflessione dentro la nostra anima, potremo approdare in un luogo sicuro dove sentirci meno fragili, perché, nel cammino, avremo acquisito una forza che ci permette di non abbandonare i nostri piccoli sogni e a perseguirli, invece, fino alla loro realizzazione, perché avremo scoperto in noi una umanità nuova che ci fa vivere più consapevolmente, che ci fa gioire delle piccole cose, delle nostre piccole, grandi emozioni … “ha ben piccole foglie la pianta del tè” …

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Soffia il grecale. Ultimatum a Tsipras. Sono le ultime ore per la barca europea   Leave a comment

Non esiste uno spirito europeo, nessuno muoverà un dito per il popolo greco, nessuno ha capito che oggi la Grecia siamo noi. Questa Europa io non la voglio, che “muoia Sansone con tutti i Filistei”!

Essere Sinistra

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di Luca SOLDI

Il grecale e’ un vento mediterraneo, europeo che soffia da nord-est. Quella da sempre e’ una delle direzioni che viene indicata dalla rosa dei venti. Il vento è così denominato perché dall’isola di Zante, punto di riferimento della rosa dei venti, soffia da nord-est in corrispondenza, appunto, della Grecia. Soffia con particolare frequenza soprattutto sulle regioni del Mediterraneo centrale e su quelle adriatiche. Per Dante, il Grecale era il “vento schiavo”, così come per i veneziani che al di là dal mare avevano la Schiavonia, ossia la costa istro-dalmata.

Un vento che ci è caro in modo particolare e che in queste ore vede le terre e le coste da cui ha origine, oggetto di un duro attacco di chi ha dell’Europa una concezione solo finanziaria. Ragionieristica. Che vuole rendere schiava la popolazione greca.

Un vento che tutti auguriamo spinga in acque sicuro , in porto sicuro…

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FUORI LA GERMANIA DALL’EURO !   2 comments

Non si può pensare di affamare i popoli e pretendere che restino in silenzio. E’ storico che un popolo affamato alla fine si ribella, resta solo la possibilità di sterminarlo per zittirlo … ma ne abbiamo esperienza nel passato, non se lo ricorda Angela Merkel? Ragioniamo pure per paradossi, chiediamo che la Germania esca dall’Euro … paradossalmente condivido e ribloggo

Pubblicato 11 luglio 2015 da mariannecraven in Politica, Società

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NO ALL’AUSTERITY. L’INTRANSIGENZA E LA FINANZA SI FACCIANO DA PARTE, PASSA LA DEMOCRAZIA   2 comments

No, nemmeno io voglio un’ Europa così. Bellissimo articolo, emozionante. Lo ribloggo.