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Ora in Emilia spuntano i “furbetti” del Jobs Act   Leave a comment

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La denuncia della Cgil: in due aziende licenziamenti fittizi e riassunzioni dopo sei mesi di contratti a termine per ottenere gli sgravi promessi dal governo

La Cgil, che ha segnalato i primi casi, li chiama “i furbetti del Jobs act”. Aziende che propongono ai propri dipendenti, anche a tempo indeterminato, di licenziarsi per essere assunti a tempo determinato per un po’ di settimane da un’altra azienda che lavora negli stessi cantieri, e tornare poi al tempo indeterminato d’origine, reso però a questo punto più interessante dagli sgravi fiscali assicurati dal Governo con la Legge di Stabilità, che valgono 8mila euro all’anno per tre anni.

“Vere distorsioni che a nostro avviso dovrebbero essere considerate come vere e proprie truffe ai danni dell’erario”, denuncia la Cgil dell’Emilia-Romagna, che segnalerà i casi di cui è a conoscenza all’Inps e alla Direzione territoriale del lavoro, per invitarli a intervenire. “Ma stiamo valutando anche una denuncia per truffa”, spiega Antonio Mattioli, del sindacato.

Il meccanismo, secondo la Cgil emiliana, sarebbe questo: le aziende, che nei casi specifici sono di Piacenza e Reggio Emilia e si occupano di logistica e facchinaggio, propongono ai lavoratori di licenziarsi, magari con un piccolo incentivo, per poi essere riassunti il giorno successivo da una nuova azienda, che lavora negli stessi cantieri e svolge le stesse attività. In questo caso però l’assunzione è con un contratto a termine di sei mesi – il termine minimo per assicurarsi gli sgravi – con l’impegno che al termine dei sei mesi verranno tutti assunti a tempo indeterminato. “Trascorso quel periodo le aziende, di solito tutte nuove – denuncia la Cgil – avranno ripulito i lavoratori e chiederanno di accedere ai famosi sgravi fiscali, senza aver creato alcuna nuova occupazione”.

I primi casi che verranno segnalati dal sindacato agli enti competenti, continua Mattioli, sono quelli del Consorzio Albatros di Piacenza e di Movimoda a Reggio Emilia, attiva nel facchinaggio nel comparto tessile. Quest’ultima, per mettere in pratica il meccanismo, ha costituito la società MMOperations srl. “Tutto ciò sta accadendo con la benedizione del nostro solerte presidente del Consiglio e del ministro del Lavoro, vista  l’enfasi con la quale stanno incensando il Jobs Act”, attacca la Cgil.

Del caso si è occupato anche Giorgio Squinzi, presidente di Confindustria. “Il Jobs act non dovrebbe essere utilizzato in questo modo – ha detto intervenendo a un incontro a Ravenna –. Ho sempre pensato che dovrebbe andare nella direzione di contratti a tempo indeterminato con tutta una serie di flessibilità. Mi auguro che sia questo il punto di arrivo”.

di Marco Bettazzi
da bologna.repubblica.it
Sabato 13 Giugno 2015 
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Tutto come era prevedibile, che altro c’era da aspettarsi? Il Jobs Act, studiato ad arte solo per togliere diritti a chi lavora, non porterà a nuove assunzioni, come qualcuno continua a volerci far credere. Farà solo il gioco degli Imprenditori, anche quelli “furbetti” che utilizzano già ogni mezzo, anche non molto lecito, per continuare a fare sempre e solo i propri interessi. E’ sempre il denaro che fa girare il mondo, e queste politiche liberiste e di austerità che l’Europa porta avanti e che ci impone, arricchiranno sempre di più i ricchi e impoveriranno maggiormente chi povero lo è già, contribuendo a creare sempre di più nuovi poveri. Bravo Matteo, verremo a mangiare a casa tua eventualmente, siamo sicuri che lì non manca nulla!

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