Archivio per l'etichetta ‘Anniversario

Non esiste separazione definitiva finché esiste il ricordo (Isabel Allende)   7 comments

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Gli angeli

Vasco Rossi

Quello che si prova
Non si può spiegare qui
Hai una sorpresa
Che neanche te lo immagini
Dietro non si torna
Non si può tornare giù
Quando ormai si vola
Non si può cadere più
Vedi tetti e case
E grandi le periferie
E vedi quante cose
Sono solo fesserie
E da qui e da qui
Qui non arrivano gli angeli
Con le lucciole e le cicale
E da qui e da qui
Non le vedi più quelle estati lì
Quelle estati lì

Qui è logico
Cambiare mille volte idea
Ed è facile
Sentirsi da buttare via
Qui non hai la scusa
Che ti può tenere su
Qui la notte è buia
E ci sei soltanto tu
Vivi in bilico
E fumi le tue Lucky Strike
E ti rendi conto
Di quanto le maledirai
E da qui e da qui
Qui non arrivano gli ordini
A insegnarti la strada buona
E da qui e da qui
Qui Non arrivano Gli Angeli

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Amica mia, ho passato questi tre anni senza accettare mai quello che è successo, pensando che ci volesse ancora tempo per abituarmi, sperando da una parte che succedesse presto, perché soffrivo molto, cercando di nasconderlo, ma dall’altra parte sperando di non abituarmi mai, perché dentro di me non volevo accettarlo; dentro di me ho sempre avuto, stupidamente, la speranza che tu potessi tornare.
Oggi so che non sarà mai così, oggi ho la consapevolezza che le mie lacrime non ti riporteranno indietro, ma ho anche la certezza che la ricchezza della vita è fatta di ricordi, nessuno ce li può togliere e a nessuno possiamo cederli, sono soltanto nostri, e straordinari, grandi, tanti, irripetibili, di quelli che lasciano a bocca aperta. Non cancellerò mai i nostri ricordi, sono sicura che attraverso essi, tu sia qui ora, con me, che mi ascolti. Ricordare la nostra vita, la nostra amicizia, è importante per tenerti vicino. Continuerò sempre a ricordare ciò che mi tiene legata a te, il ricordo è una sensazione che mi consola nei momenti in cui ti sento troppo distante. La nostra memoria è davvero un meccanismo perfetto, riesce a dare vita alle persone che non ci sono più.
Oggi voglio ricordarti con serenità. Oggi, mi sento in qualche modo più leggera, è strano, non so bene come spiegarlo, è come se la tua anima, che fino a questo momento era imprigionata nei miei pensieri tristi, adesso fosse libera.
Mi manchi, non mi sei mai mancata tanto come in questo momento ma spero che, ovunque tu sia, possa percepire questi miei pensieri. Spero con tutto il cuore che tu sia felice e che da lassù ci sorvegli e ci protegga con quello splendido sorriso che fa invidia all’universo.
In qualunque posto tu ti trovi, sono sicura che non mi dimenticherai, come neanch’io ti potrò mai dimenticare … ti voglio bene, amica mia.

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Siamo angeli con un’ala soltanto e possiamo volare solo restando abbracciati.

“Così parlò Bellavista” – Luciano De Crescenzo

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“L’ultimo giorno di sole”   8 comments

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«Giorgio mi tiene per mano da lassù»

di Eugenio Arcidiacono

Il 4 luglio l’attrice astigiana porta in scena “L’ultimo giorno di sole”, lo spettacolo scritto per lei con cui Faletti ha chiuso la sua carriera e la sua vita. «Lo sento qui accanto a me in ogni momento»

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Chiara Buratti sorride, mentre Giorgio Faletti è impegnato ai fornelli. «Quella foto è stata scattata nella sua casa all’isola d’Elba, dove lui mi aveva invitata per provare lo spettacolo», racconta l’attrice, cantante e conduttrice televisiva. «Ricordo che non ho praticamente visto il mare perché siamo rimasti quasi sempre chiusi a lavorare. La foto lo ritrae mentre tenta un esperimento: cucinare degli spaghetti con cacao e tè al bergamotto. L’esperimento riuscì perché erano buonissimi, ma lui, da perfezionista qual era, non ne era del tutto soddisfatto». Al sorriso suscitato dal tenero ricordo si uniscono gli occhi che a stento trattengono le lacrime. «Non riesco a parlare di lui senza emozionarmi».

Il 4 luglio di un anno fa ci lasciava Giorgio Faletti. Per ricordarlo, proprio quel giorno nella sua Asti, al Teatro Alfieri, debutterà “L’ultimo giorno di sole”, lo spettacolo che lo scrittore scrisse, come un abito su misura per la sua amica Buratti. «Anch’io vivo ad Asti, che è una città piccola, dove ci si conosce tutti. Era facile incontrare Giorgio al mattino al mercato, dove faceva la spesa. Una volta lo invitai a un mio spettacolo. Alla fine si presentò in camerino e mi disse: “Ma perché non ho mai scritto niente per te?”. “Che bello, allora scrivi!”, gli risposi io. “Ma io ho già tutto nella testa”, replicò. Ed era davvero così».

“L’ultimo giorno di sole”, già uscito in Cd, racconta, alternando canzoni e monologhi, l’ultimo giorno prima della fine del mondo di una donna che riflette sul suo passato. «Giorgio aveva una forte componente femminile nella sua personalità: la sensibilità, l’introspezione, la delicatezza facevano parte di lui. Ma a differenza di altri uomini non le nascondeva».

Non si tratta affatto di uno spettacolo triste, perché Faletti «era un artista che giocava molto con i contrasti: corteggiava la malinconia per arrivare alla risata e nella morte vedeva la vita». La canzone “L’ultimo giorno di sole”, in particolare, si chiude con questi versi: “Si nasce, si cresce, si riesce, si giura, si nega. E infine impauriti per quello che è stato si prega”.

«Giorgio aveva già affrontato questi temi nella canzone “L’assurdo mestiere” che presentò a Sanremo nel 1995», spiega l’attrice. «Era una chiacchierata con Dio in cui si rivolgeva a Lui così: “Mentre decidi se sono buono o son cattivo, fa che la morte mi trovi vivo”. Aveva un rapporto molto particolare con Dio, cercava di ridurre le distanze, di sentirlo come un amico».

Fa effetto sentire queste parole sapendo ciò che è successo dopo che furono scritte. «Giorgio mi consegnò il testo la vigilia di Natale del 2013 e tre settimane dopo scoprì di avere un tumore. Io non credo che sia stato un caso. Tanto più che questa serenità verso la morte lui l’ha mantenuta davvero nei mesi successivi. Andò a curarsi negli Stati Uniti accompagnato da Roberta, sua moglie. Io li raggiunsi per qualche giorno in aprile. Mi portavano in giro per Los Angeles. Ogni tanto io e Roberta ci mettevamo a chiacchierare e lui, che arrancava un po’, ci richiamava: “Scusate, potete aspettarmi? Io avrei anche un tumore…”».

Faletti ha continuato a lavorare allo spettacolo fino alla fine: «L’ho visto l’ultima volta quando decise di tornare in Italia. In quel periodo stavo incidendo le canzoni a Milano. Lui non riusciva quasi più a muoversi però mi telefonava e mi diceva: “Domani vengo lì per vedere come va”».

Lo spettacolo si conclude con “Confessioni di un pianoforte”, in cui alla fine possiamo sentire per l’ultima volta Faletti cantare: «Ho suonato inseguendo l’estate e sfuggendo l’autunno e il suo vento. Come fosse il silenzio parola ed il suono un commento. Come fosse la musica un sogno e io il suo strumento».

«Credo che la musica sia stata il suo amore più grande», aggiunge la Buratti. «Non l’ho mai visto scrivere romanzi, ma solo comporre canzoni. Gli piaceva di più la musica forse perché era l’attività per cui era meno noto e lui amava tantissimo le sfide».

Per questo spettacolo Faletti avrebbe dovuto curare la regia. Chiediamo all’attrice se il 4 luglio gli sembrerà di vederlo seduto da qualche parte. «Io sento Giorgio sempre accanto a me. Stamattina stavo lavorando con Fausto Brizzi, mentre il computer diffondeva le canzoni. A un certo punto, senza una spiegazione, continuava a partire “L’ultimo giorno di sole”. Come un flash, mi è subito tornata alla mente una cosa che mi aveva raccontato Giorgio. Mentre componeva “Compagna di viaggio”, una canzone che ha inciso Mina, si bloccava sempre su un accordo. Mi disse: “Quando capita così, vuol dire che c’è qualcosa che non va”. Credo che stamattina Giorgio abbia voluto farmi sapere che anche da lassù lui mi segue e mi tiene per mano».

Fonte: famigliacristiana.it
Martedì 30 Giugno 2015 
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