Archivio per l'etichetta ‘Alexis Tsipras

ASPETTANDO GODOT DALLA GRECIA   Leave a comment

“ … qualcosa che ci appartiene e che non vogliamo perdere: la democrazia.” Bellissimo pezzo, concordo con ogni parola. Democrazia, qualcuno non sa nemmeno più il significato di questa parola, la Grecia è stata la culla della democrazia, e “qualcuno”, qui, invece che sbavare e scodinzolare intorno alla Merkel, sarebbe bene che cercasse di capirne il valore. Ribloggo.

Pubblicato 5 luglio 2015 da mariannecraven in Politica, Società

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TSIPRAS: “ABBIAMO LA GIUSTIZIA DALLA NOSTRA PARTE”   2 comments

Sì, vinceremo! NO, NO, NO! e ribloggo

Pubblicato 4 luglio 2015 da mariannecraven in Politica, Società

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La grandezza di Alexis, l’importanza di un referendum, la necessità di un NO   Leave a comment

Sì, la sinistra italiana dovrebbe raccogliere davvero questo insegnamento, per essere credibile. Ma esiste ancora una sinistra a livello istituzionale? C’è tanta, tantissima gente con grandi valori, ma intorno a chi potrebbe raccogliersi?

Essere Sinistra

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di Nello BALZANO

Avevamo così tanta voglia di liberarci di Berlusconi ed avevamo ragione, che la lettera preparata dall’Europa era un dettaglio.

Si sono presi gioco di noi, della nostra incapacità di costruire una politica credibile, e con la complicità del Presidente Giorgio Napolitano e dei potentati finanziari, hanno costruito un percorso per ridurre ogni conquista sullo stato sociale, colpire i diritti dei lavoratori, di tutti i lavoratori, dall’operaio al ricercatore, dal muratore, al praticante nello studio legale.

Se ci pensiamo bene 20 anni persi a costruire un antiberlusconismo, invece di una forza di sinistra, in grado di proporre politiche serie, 20 anni a sommare partiti e partitini, scioglierli tra loro in un miscuglio dal gusto atroce; oggi siamo messi ancora peggio, perché gli avversari politici sono triplicati, l’onnipresente destra berlusconiana, la demagogia senza proposte dei cinquestestelle, ma ciò che ancor peggio un PD senza un volto, senza una prospettiva…

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L’EUROPA CHE DA’ E CHE TOGLIE IN BASE AL MOMENTO. LA GRECIA E’ OGGI   Leave a comment

Anch’io ho preso a cuore la Grecia. Oggi la Grecia siamo noi.

Pubblicato 3 luglio 2015 da mariannecraven in Politica

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TSIPRAS, QUESTO È UN UOMO, QUESTO È UN LEADER   Leave a comment

Pubblicato 29 giugno 2015 da mariannecraven in Politica, Società

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Un messaggio di dignità al mondo. La scelta di Alexis Tsipras   1 comment

Essere Sinistra

All’una di questa notte, Alexis Tsipras, ha diramato questo messaggio di cui presentiamo la traduzione in italiano circolante in rete. 

E’ per noi la voce più alta e nobile sinora ascoltata in risposta alle folli richieste del Fondo Monetario Internazionale e le Isttuzioni europee. E vogliamo che tutti i nostri lettori ne comprendano il senso. Il senso della libertà e della democrazia. Che rinasce dalla Grecia.

La Redazione

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«Amici greci,
da sei mesi il governo greco combatte una battaglia in condizioni di soffocamento economico senza precedenti, per implementare il mandato che ci avete dato il 25 gennaio.
Il mandato che stavamo negoziando coi nostri partner chiedeva di mettere fine all’austerità e permettere alla prosperità ed alla giustizia sociale di tornare nel nostro paese.
Era un mandato per un accordo sostenibile che rispettasse la democrazia e le regoli comuni europee, per condurre all’uscita finale dalla crisi.

Durante questo periodo di…

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“L’edificando muro magiaro voluto dal fascistoide Orban”   Leave a comment

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Moni Ovadia
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Il valore dei muri

di Moni Ovadia
Venerdì 19 Giugno 2015

Lo scan­dalo e l’esecrazione pro­vo­cati dal cele­ber­rimo muro di Ber­lino non hanno più avuto rea­zioni con­si­mili in quelle pro­vo­cate da altri muri che stanno sor­gendo da molte parti in Europa e nel mondo. Nes­sun Pre­si­dente degli Stati Uniti suscita la com­mo­zione dei sedi­centi demo­cra­tici con le sue frasi lapi­da­rie come fu quella pro­nun­ciata da John Fitz­ge­rald Ken­nedy in rife­ri­mento al quel muro della Guerra Fredda: «Ich bin ein Ber­li­ner». Repli­cherà Obama un exploit del genere pro­nun­ciando un vibrante: «I am an ille­gal immi­grant» o «I am a gipsy» davanti all’edificando muro magiaro voluto dal fascistoide Orban? C’è da dubi­tarne visto che sul con­fine fra Mes­sico e Usa c’è una bar­riera il cui scopo è quello di arre­stare l’immigrazione illegale.

L’Europa Comu­ni­ta­ria, con ogni pro­ba­bi­lità, non farà nulla nei con­fronti dell’Ungheria dato che fino ad ora non ha fatto gran­ché per con­tra­stare i prov­ve­di­menti liber­ti­cidi e anti­de­mo­cra­tici del suo governo. Alla comu­nità Euro­pea non importa niente della libertà e men che meno della demo­cra­zia, quella vera si intende e non la mise­ra­bile scorza a cui quell’idea è stata ridotta. Quanto ai diritti, si tratta solo di chiac­chiere o di qual­che richiamo poco o per nulla impegnativo.

Que­sta cari­ca­tura buro­cra­tica di pseudo asso­cia­zione sovra­na­zio­nale mone­ta­ria ha get­tato alle orti­che la cul­tura e l’ideale anti­fa­sci­sta da cui è nata con grandi annunci e grandi spe­ranze e pre­fe­ri­sce pro­ster­narsi davanti alla pre­po­tenza dei poten­tati eco­no­mico finanziari.

La Ue tol­lera con non­cha­lance i revan­sci­smi fasci­sti, gli xeno­fobi e i raz­zi­sti, ma si acca­ni­sce con cinico piglio ideo­lo­gico con­tro l’unico governo di sini­stra del vec­chio con­ti­nente, quello della Gre­cia, per­ché si rifiuta di mas­sa­crare i ceti deboli.

Que­sta Europa non è molto dis­si­mile da quella che assi­stette alla nascita del Nazi­smo, non ha impa­rato niente dalla lezione a parte la reto­rica del Giorno della Memo­ria. I lea­der euro­pei sono sot­to­messi all’ossessione di esten­dere la Nato per ricreare la Guerra Fredda con­na­tu­rata al volere ege­mo­nico degli Usa, il cui mal­ce­lato sogno è sem­pre stato quello di dis­se­mi­nare la fron­tiera con la Rus­sia di instal­la­zioni mili­tari per pun­tare i mis­sili fra le nati­che di Putin, il quale  sarà anche un ese­cra­bile auto­crate, ma ha le sue ragioni, come non smet­tono di ricor­dare anche i “migliori” ana­li­sti sta­tu­ni­tensi quali Henry Kissinger.

Ma l’Europa — e nella fat­ti­spe­cie la Mit­te­leu­ropa a stelle e stri­sce — pre­fe­ri­sce di gran lunga con­vi­vere con le ragioni di fasci­sti xeno­fobi e revan­sci­sti che pre­ci­pi­tano l’odio verso immi­grati e rom per fomen­tare l’infame guerra fra poveri, instru­men­tum regni il cui scopo è quello di per­pe­tuare poli­ti­che regres­sive nei con­fronti dell’uguaglianza e della pari dignità sociale di tutti gli uomini.

Per quanto ci riguarda, la lezione più urgente da trarre dalla dis­se­mi­na­zione di que­sti nuovi muri, è che l’antifascismo non è un vec­chio arnese da sof­fitta della Sto­ria, ma un ideale vivo e pul­sante sino­nimo di civiltà della democrazia.

E’ ora di ripren­dere il cam­mino della Resi­stenza per com­pierne il lascito.

fonte: L’Altra Europa con Tsipras
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Ho sempre avuto stima e ammirazione per Moni Ovadia. Ho avuto il piacere e l’onore di conoscerlo, uomo di straordinaria intelligenza, cultura e umanità. I suoi spettacoli mi hanno sempre entusiasmato, grande attore, grande musicista, un artista a tutto tondo, che ha saputo esprimere anche attraverso lo spettacolo i suoi grandi valori di vita. Condivido pienamente questo articolo, frutto del suo impegno politico e sociale. Grazie Salomone.

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“Renzi invece di scondinzolare alla Merkel, veda di imitare Tsipras”   8 comments

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Grecia, Ferrero: «Se il governo italiano avesse portato a casa quanto ottenuto da Tsipras il reddito minimo si potrebbe fare domattina!»

di Paolo Ferrero
Martedì 23 Giugno 2015

Leggo da varie parti che Tsipras si sarebbe allineato alle posizioni dell’Unione Europea. In pratica Tsipras avrebbe ceduto e accettato di fare le stesse politiche dell’Italia, della Spagna o del Portogallo. Si tratta di una bufala. La riduzione dell’avanzo primario che Tsipras ha ottenuto rispetto a quanto imposto al precedente governo greco – del 2% nel 2015 e del 2,5% nel 2016 – è un grande risultato ed una secca vittoria contro le politiche di austerità. Se il governo italiano avesse contrattato una riduzione pari a quella greca avremmo 30 miliardi nel 2015 e 37 miliardi nel 2016 da spendere in più di quelli che abbiamo. Se Renzi avesse lottato e portato a casa quanto ottenuto da Tsipras, il reddito minimo per i disoccupati si potrebbe fare domattina e avanzerebbero anche una decina di miliardi all’anno per le pensioni. Renzi invece di scondinzolare alla Merkel, veda di imitare Tsipras e tagliare l’enorme avanzo primario italiano.

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