Archivio dell'autore

Regalo di Natale …   17 comments

***

giphy2

***

Abbiamo ricevuto, in tanti, un grande regalo di Natale in anticipo: l’antispam di Word Press sta distruggendo contatti e amicizie tra bloggers, segnalando come indesiderabile ogni commento e bloccando l’utente che lo ha inviato.

Come ci si accorge di essere finiti in SPAM? Semplice! Si invia un commento ad un post e scompare, non viene pubblicato, non lo vede né chi ha commentato, né l’autore del post … pluff… magia, non c’è più … le spiegazioni sono due, o l’autore del post lo ha eliminato, oppure l’antispam di WP lo ha bloccato.

Amici Bloggers controllate quotidianamente la cartellina Spam se volete essere certi di non aver perso un amico!

lines-glitter-869055

Dalla bacheca del vostro Blog aprite Commenti,
in alto vi appariranno queste voci:

Tutti        In sospeso         Approvato         Spam        Cancella

 Scegliete Spam e si aprirà la Cartella che contiene i Commenti dei vostri amici che WP ha bloccato perché recepiti come indesiderabili

 Sotto al commento scegliete “Non è Spam” e poi approvatelo.

lines-glitter-869055

Se non fate questa operazione ogni successivo Commento del Blogger finito in Spam, continuerà ad esservi inviato, perché è come se voi foste d’accordo sul fatto che è indesiderabile.

Quindi non vedrete mai nel vostro Blog commenti di amici che invece vi piacerebbe leggere e, magari, vi chiederete “Ma dove è finito Tizio?”, “Perché Caio non risponde ai miei Commenti?”, “Ma Sempronio è diventato improvvisamente così maleducato, che non si fa più sentire?”

Invece, Tizio, Caio e Sempronio sono solo imprigionati, non aspettano altro che venire liberati e stanno diventando matti perché non sanno come avvisarvi!

Ma il bello è che, anche se si è stati liberati già una volta, si può tornare ugualmente ad essere relegati in Spam, come è successo a me questa sera.

Ho passato ore negli ultimi giorni ad inviare mail per chiedere ai miei amici di “liberarmi”, e stasera mi sono ritrovata al punto di partenza, ancora in Spam da chi mi ha già sbloccata, sono esausta! Arriverò ad arrendermi … lo so! Sto già sventolando “bandiera bianca”. E sono seduta al PC, non sul ponte! (cit. da Battiato “Sul ponte sventola bandiera bianca”)

In ogni caso, io mi sento ancora “natalizia”. Punto!

Una buona serata a tutti, amici miei! Che lo SPAM stia lontano da voi!

***

graphics-christmas-birds-988527

***

Annunci

Aiuto! Sono sempre in SPAM!   36 comments

***

139-h_main-w

***

Non capisco cosa stia succedendo in questi giorni, non mi era mai capitato di andare in Spam e adesso ci finisco continuamente e in vari blog. WP mi punisce perché mi sento “natalizia”?

Scherzi a parte, mi dispiace perché non posso più commentare nei blog dei miei amici, se non vengo liberata, WP recepirà ogni mio commento come indesiderato e mi caccerà sempre in spam.

Alcuni amici mi hanno già liberata, altri non so come contattarli perché non riesco a recuperare la loro mail, altri ancora forse non hanno visto il mio messaggio … perciò …

Francesca di Crudo e Cotto

Lidia Manzaro di I pensieri di Lidia

Nazaria Di Biase di Il mio tempo sospeso

Ci sono dei miei commenti nel vostro blog che sono finiti in Spam

Vi prego!,

TOGLIETEMI DALLO SPAM!

😥 😥 😥

Mi sento triste qui dentro senza di voi. 

❤   Grazie!  ❤

***

graphics-christmas-wreaths-867753

***

Pubblicato 8 dicembre 2017 da mariannecraven in Curiosità, Diario

Taggato con , , , ,

A tutti i miei amici bloggers … per favore, liberatemi!   20 comments

***

anti-spam

***

Ho inviato alcuni commenti la notte scorsa, ma non li vedo.
Potete controllare se per caso sono finita in Spam, per favore?
E … liberarmi!
Mi sento soffocare lì dentro.
Grazie a tutti.

❤ ❤ ❤

stellina

***

Pubblicato 7 dicembre 2017 da mariannecraven in Curiosità, Diario

Taggato con , , , ,

Anche oggi mi sento “natalizia” e … adoro l’Africa! Punto!   14 comments

***

Soweto Gospel Choir – Oh Happy Day

***

***

Il travolgente Soweto Gospel Choir nasce dove la tradizione del Gospel incontra il ritmo dell’Africa. Nata nel 2002, fondata da David Mulovhedzi, questa realtà, vincitrice di due Grammy Award, e dell’Emmy Award televisivo per la sua collaborazione con Bono e U2 e una nomination all’Oscar per il suo lavoro con Peter Gabriel, propone la travolgente forza della musica africana filtrata attraverso il fascino eterno del Gospel: gli oltre 30 cantanti, ballerini e percussionisti sono i migliori artisti che operano nelle numerose chiese di Soweto. Eseguono un repertorio quanto mai seducente e sfaccettato che bene riflette l’anima, la storia e la cultura del Sudafrica (la Rainbow Nation) attraverso un ritmo sempre vivace, una stupefacente danza e soprattutto una preziosa ricerca vocale.

Soweto è un’area urbana della città di Johannesburg, in Sudafrica. È la più grande township del Sudafrica e ha avuto un ruolo fondamentale nella storia della lotta all’apartheid. Il nome “Soweto” è una contrazione di “South Western Townships” (“township sudoccidentali”). Lì è iniziata la lunga marcia che ha portato alla svolta radicale in Sudafrica.

Applaudito in tutto il mondo da oltre 400.000 persone, il Soweto Gospel Choir, con un repertorio che include canzoni tradizionali tramandate di generazione in generazione, African Gospel, canzoni della libertà sudafricana, reinterpretazioni uniche di classici internazionali, incluso il classico “Pata Pata” di Miriam Makeba, e anche brani famosi a livello internazionale come “Bridge Over Troubled Waters” e “Many Rivers To Cross”, si è esibito nelle più grandi sale da concerto del mondo, oltre che come headliner in festival come il Montreal Jazz Festival e l’Edinburgh Fringe, collezionando anche grandi collaborazioni. Soweto Gospel Choir si è prodotto in concerti alla presenza di leaders del mondo tra cui Nelson Mandela, Desmond Tutu, i presidenti Obama e Clinton e la famiglia reale britannica.

L’inaugurazione dei mondiali in Sud Africa nel 2010 è stata un’occasione per vederlo all’opera per la prima volta in mondovisione, ma è dal vivo che le 30 potenti voci riescono a trasmettere l’emozione della musica. Non si riesce a non battere le mani e a stare seduti sulla sedia: il concerto di questi artisti africani è una festa per gli occhi e per l’anima. Gioia: è questa la caratteristica principale che questo coro riesce a trasmettere.

Chi assiste ad uno spettacolo del Soweto Gospel Choir viene travolto dai colori e dai suoni, ma soprattutto ha l’impressione di assistere ad un evento festoso, ad una sorta di appuntamento tra amici che amano cantare e coinvolgere gli altri in allegria.

L’incontro con il Soweto Gospel Choir è di quelli che lasciano una emozione profonda. Gospel trascinanti, carichi di energia, suggeriti da una superba forza ispiratrice, che esprimono l’amore per il prossimo e il desiderio di convivenza e armonia fra i popoli.

Impossibile non subirne il fascino. Scuote le anime, tocca il cuore, suscita entusiasmo. I protagonisti hanno la straordinaria capacità di trasmettere al pubblico tutta la bellezza e la passione che caratterizzano quell’Africa così lontana ma anche, nel sentire, così vicina a noi.

***

giphy1giphy1 giphy1 2pq3mf8 giphy1giphy1giphy1

***

Oggi mi sento “natalizia” … punto!   37 comments

***

00_kar-ablak27da3

Filastrocca di Natale

Gianni Rodari

Un abete speciale
Quest’anno mi voglio fare
un albero di Natale
di tipo speciale,
ma bello veramente.
Non lo farò in tinello,
lo farò nella mente,
con centomila rami
e un miliardo di lampadine,
e tutti i doni
che non stanno nelle vetrine.
Un raggio di sole
per il passero che trema,
un ciuffo di viole
per il prato gelato,
un aumento di pensione
per il vecchio pensionato.
E poi giochi,
giocattoli, balocchi
quanti ne puoi contare
a spalancare gli occhi:
un milione, cento milioni
di bellissimi doni
per quei bambini
che non ebbero mai
un regalo di Natale,
e per loro ogni giorno
all’altro è uguale,
e non è mai festa.
Perché se un bimbo
resta senza niente,
anche uno solo, piccolo,
che piangere non si sente,
Natale è tutto sbagliato.

Filastrocca di Natale di Gianni Rodari da “Filastrocche in cielo e in terra”

***

a3d9f-christmasbell      2pq3mf8      a3d9f-christmasbell

***

“La Donna è il negro del mondo … “   49 comments

***

***

“Donna”
Mia Martini ed Enzo Gragnaniello

Donne piccole come stelle
c’è qualcuno le vuole belle,
donna solo per qualche giorno
poi ti trattano come un porno.
Donne piccole e violentate,
molte quelle delle borgate
ma quegli uomini sono duri,
quelli godono come muli.

Donna come l’acqua di mare,
chi si bagna vuole anche il sole,
chi la vuole per una notte,
c’e chi invece la prende a botte.
Donna come un mazzo di fiori,
quando è sola ti fanno fuori,
donna, cosa succederà
quando a casa non tornerà?

Donna fatti saltare addosso,
in quella strada nessuno passa,
donna fatti legare al palo
e le tue mani ti fanno male.
Donna che non sente dolore
quando il freddo gli arriva al cuore,
quello ormai non ha più tempo
e se n’è andato soffiando il vento.

Donna come l’acqua di mare,
chi si bagna vuole anche il sole,
chi la vuole per una notte
c’è chi invece la prende a botte.
Donna come un mazzo di fiori,
quando è sola ti fanno fuori,
donna, cosa succederà
quando a casa non tornerà?

Donna come l’acqua di mare,
chi si bagna vuole anche il sole,
chi la vuole per una notte
c’è chi invece la prende a botte.
Donna…
Donna come un mazzo di fiori,
quando è sola ti fanno fuori,
donna, cosa succederà
quando a casa non tornerà?

***

Il testo di Gragnaniello non lascia indifferenti, da grande autore quale è, il cantautore napoletano riesce, da osservatore esterno, a raffigurare la visione femminile in determinati rapporti con un certo tipo di uomini: rapporti fatti di umiliazioni, soprusi o privi di alcuna forma di rispetto verso la donna. Da uomo, Gragnaniello osserva, quindi, l’irriguardosa superficialità con la quale alcuni uomini si avvicinano alla donna vedendola spesso solo come strumento sessuale ignorandone la dignità ed i sentimenti. Una visione affascinante quanto schietta di una determinata realtà che continua a mietere vittime ogni giorno creando gravi disordini nell’animo e nella psiche delle donne che sfortunatamente incappano in questo tipo di situazioni. Gragnaniello, per l’esecuzione di questa canzone, non poteva fare scelta migliore che affidarla alla voce raffinata e penetrante di Mia Martini che la rende un capolavoro assoluto.

Vista la rilevanza del brano, Mimì, lo reinterpreta anche in duetto con Gragnaniello regalando una perla assoluta alla storia della musica italiana. Proprio questa versione, infatti, è quella più diffusa ed apprezzata vista l’unione di due grandi artisti che viaggiano sulla stessa lunghezza d’ onda emotiva ed interpretativa.

Come racconta la stessa Mimì: “Nel brano non vi è descritto un solo tipo di donna, si parla di diverse violenze che si fanno alle donne e non solo quelle fisiche; come diceva il grande Lennon: la donna è il negro del mondo. La donna è la cattiva coscienza, è la madre; la donna è colei che deve capire, è il trait d’union, è quell’equilibrio…; la donna è la follia, la tentazione; la donna è il dubbio ma è anche la soluzione. Mi ritrovo in questo testo e lo sento perché ho subito delle violenze sia come artista che come donna.”

***

“Donna che non sente dolore … “

***

169951701-e1447109708450

***

violenza-donne-1-big-2-2

***

Emotionally victimized

***

972991_gettyimages_474210778_074848a377ee5cd81109dfccd6ffb0a2

***

219462

***

domestic-abuse

***

Lost and alone

***

violenza-donne-600x300

***

Oggi è una ricorrenza … e domani?
Non dimentichiamo!

rosa2bross2bmini2banimado1

Anche per te, Mimì,
grande artista e grande donna!

***

Transparent_Red_Roses_PNG_Clipart

***

Il dono d’Itaca è il viaggio che fu bello …   37 comments

***

*** 

Itaca

di Konstantinos Kavafis
traduzione di Guido Ceronetti

Se Itaca è la meta del tuo viaggio
formula voti sia una lunga via;
peripezie e scoperte la gremiscano.
Lestrìgoni , Ciclòpi, e di Poseidone
accessi d’ira escludili.
Renderli vani è in te se via facendo
col pensiero li domini, se carne e spirito
risucchi la vertigine.
Mai vedresti Lestrìgoni e Ciclòpi
se Psiche in te non li generasse,
né l’irascibile Poseidone ti sbatterebbe
se Psiche in te non lo drizzasse orrendo.

Vòglila lunga, la via.
E i mattini d’estate mai finiscano
in cui ti accolgano finora ignoti
porti che di dolcezze ti sfiniscano.
A ogni suk dei Fenici sosterai,
ci farai begli acquisti di coralli,
di madreperle, d’ebani, di ambre.
E di profumi che stordiscano pigliane
a sacchi, di più godrai.
Ma nelle città egizie tu errabondo
viandante agli eruditi
rivolgiti, e da loro impara,
impara senza fine.

Della tua mente avrai stella polare
Itaca – sempre. Là devi approdare,
termine ultimo tuo prescritto.
Il viaggio
fallo anni durare, ritorna vecchio
nella tua isola, gli accumulati
lungo la via tesori
li sbarcherai con te, perché da Itaca
ricchezze non puoi sperare.

Il dono d’Itaca è il viaggio che fu bello.
Senza di lei, per te, quale cammino?
E null’altro sarà il suo dare.

Pur così povera mai ti avrà deluso.
Ora tu sei di vita e di sapienza
talmente ricco! E certo non ti è ignoto
il senso che ogni Itaca tramanda.
***

viaje-a-c38dtaca
***

Kavafis ci induce al viaggio verso Itaca evocando, con splendore tutto mediterraneo, mattine d’estate, mercati fenici in cui si commerciano madreperle, corallo, ebano, ambra. Il riferimento mitologico è il famoso viaggio di Ulisse nell’Odissea. Itaca, l’isola di Ulisse, diventa, nella poesia, metafora della vita stessa in cui ciò che conta non è tanto la meta, ma il viaggio.
Il senso di Itaca, infatti, è quello di fungere da stimolo per il viaggio, più che da meta da raggiungere fine a se stessa. E’ la vita, concepita come viaggio verso una meta che si raggiungerà dopo lunghe peregrinazioni.
Il viaggio di Ulisse, dunque, come metafora della nostra vita, racconta una verità che fa quasi paura. Tutta la nostra vita è un viaggio! Quando ci prepariamo ad affrontarne l’ itinerario, in realtà ci accingiamo ad affrontare un percorso alla scoperta dei nostri pensieri, di noi stessi. Perciò non dobbiamo avere fretta di giungere a destinazione e alla nostra Itaca, ma dobbiamo semplicemente goderci il viaggio, e quindi la vita, per esplorare il mondo, crescere intellettualmente, cambiare e ampliare il nostro patrimonio di conoscenze. Un viaggio è sempre una raccolta di emozioni, di sensazioni inebrianti, vive, di colori, luci, odori, sapori, suoni! È giusto apprendere il più possibile durante il viaggio, vivere esperienze, tenendo sempre presente il sentimento forte e deciso che ci porterà a destinazione.
“Itaca” è un viaggio nel quale non è importante se la meta è poi deludente, è proprio grazie ad Itaca che ci siamo messi in viaggio, e la destinazione sarà la causa di tante belle esperienze vissute lungo il cammino.
Ogni giorno in cui, prima di addormentarci, ci renderemo conto di aver appreso qualcosa di nuovo, potremo essere consapevoli di essere cresciuti, di essere diventati più esperti e più saggi, e quando giungeremo alla fine del nostro percorso, saremo soddisfatti per l’aver viaggiato, ovvero per l’aver vissuto, anche se la nostra meta non ci sembrerà più così ricca come l’avevamo immaginata! A quel punto, infatti, avremo già maturato in noi questa consapevolezza, non ci importerà che Itaca sia ricca o povera, perché saremo noi ad esserci arricchiti. E, in fondo, cosa è più bello? Il luogo in cui arriveremo o quello che ci accadrà durante il viaggio che stiamo compiendo?
Ci sono cose che il tempo non restituisce. E lo fa per insegnarci quanto siano preziose le nostre scelte, le azioni che compiamo ogni giorno.
Ognuno di noi deve coltivare un sogno, uno scopo, una meta nella propria vita, sapendo che non importa come e quando raggiungeremo la nostra destinazione, perché ciò che conta è come affronteremo il viaggio per raggiungerla.
Ciò che conta davvero è vivere e “come” si vive.

   1_sunburst
 ***