Dietro le persiane chiuse, una sofferenza silenziosa …   36 comments

36 risposte a “Dietro le persiane chiuse, una sofferenza silenziosa …

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  1. Argomento spinoso trattato da te con intelligenza, bel post Marianne complimenti.
    Dolce notte ❤

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  2. Perchè fare del male ad una donna? Perchè umiliarla? Perchè ucciderla, quando loro sono la nostra metà. Un uomo senza una donna che lo ama e lo accompagna è incompleto. Un uomo senza l’Amore di una donna è perso. Le nostre madri ci danno la vita e ci aiutano a crescere per una buona parte del nostro cammino. Le nostre compagne e poi future mogli ci accompagnano per tutto il resto del nostro cammino. Basta con le violenze sulle donne, perchè così uccidiamo anche noi stessi.

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    • Grazie del tuo bel commento, che io condivido pienamente. Purtroppo non saremmo qui a scriverne se la realtà fosse diversa da quella che ci appare ogni giorno. E’ una battaglia difficile tentare di cambiare una mentalità antica come il mondo, ma bisogna affrontarla, perché anche tante donne, purtroppo, devono cambiare la loro, soprattutto in famiglia, nel crescere i figli, devono spiegare il rispetto per le donne nel loro percorso educativo con i figli, dimostrarlo col comportamento, perché i figli assorbono tutto e molto più da ciò che vedono che non da tanti discorsi. Se le donne accettano comportamenti violenti e non esigono il rispetto davanti ai propri figli, continueranno a perpetuare il concetto di violenza. Se le donne esprimono giudizi negativi contro altre donne solo per un vestito scollato, una gonna corta, un birra in più bevuta ad una festa, e non insegnano che in ogni caso nessuno ha il diritto di usare loro violenza, trasmetteranno concetti sbagliati e questa becera cultura dello stupro non avrà mai fine. Se non si insegna in famiglia il vero significato di “Amore”, allora si è già perso in partenza. Sì, hai ragione, sicuramente chiunque usa violenza su una donna uccide anche se stesso, perché continua a perpetrare una cultura gretta e marcia.

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  3. Odio la violenza in tutte le sue forme e quando si rivolge ai più deboli è intollerabile! Oltre a quella fisica non è da meno quella psicologica distrgge in modo subdolo.

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  4. La violenza genera violenza, purtroppo i carnefici sono anche a loro volta vittime. Non voglio togliere la responsabilità delle azioni però, per altre situazioni meno drammatiche, ho notato che si ripetono comportamenti appresi da piccoli o si portano dietro ferite infantili. Da dove possiamo incominciare? Difficile dirlo, però noi donne potremmo incominciare con i figli maschi (e con le femmine a non essere vittime) perché noto che sono spesso serviti come padroni dalle stesse madri… dopo di che, sposati, non sono capaci neanche di mettere i calzini nella biancheria sporca e guai a chiederlo. Non è femminicidio ma anche questo è svilire la propria compagna, non rispettarla, ma se per venti/trenta anni la madre non ha detto niente?

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    • No, i carnefici non sono mai vittime, per quanto siano cresciuti con una mentalità sbagliata, nessuno ha il diritto di violare, stuprare, uccidere. Nessuno ha diritto di usare la forza per sopraffare un altro essere umano. Nessuno ha diritto di usare la violenza psicologica per sottomettere una persona. Certamente ci vorrà molto tempo per sgretolare una cultura che ha sempre visto la supremazia maschile nei confronti della donna, sicuramente anche le donne devono cambiare il loro modo di essere, partire da se stesse per arrivare a trasmettere un diverso modo di vedere il mondo femminile. Il rispetto, prima di tutto, il rispetto verso se stesse, per poter insegnare il rispetto per gli altri. Cominciare a fare questo, soprattutto in famiglia, è già un buon inizio. E non scagliarsi contro altre donne, con giudizi arbitrari che possono solo dividere. Imparare la solidarietà, la condivisione. Partiamo da qui, dalla vita di ogni giorno, ma partiamo, restare immobili porta solo alla catastrofe. Grazie per il tuo contributo, buona giornata. 😀

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      • Hai perfettamente ragione, infatti parlavo delle responsabilità che sono pienamente a carico di chi commette atti di violenza. Però è difficile che chi ha avuto una buona educazione improntata al rispetto faccia atti di questo tipo. Poi, si sa, nasciamo liberi e la libertà va ben amministrata. Una buona giornata anche a te.

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        • Hai detto una cosa fondamentale “… nasciamo liberi e la libertà va ben amministrata”. Dovrei fare una ricerca approfondita, ma quanti “ragazzi di buona famiglia” si è scoperto poi che erano colpevoli di violenze ed efferatezze? I genitori di Pietro Maso non si aspettavano certo di essere uccisi dal figlio, la mamma e il fratellino di Erika a Novi Ligure non si aspettavano di venire uccisi proprio da lei, Chiara Poggi a Garlasco non avrebbe certo mai pensato che il fidanzato Alberto l’avrebbe ammazzata, la moglie di Bossetti non pensava certo di avere un marito pedofilo e che fosse l’assassino di Yara a Brembate … Penso che tutti in queste famiglie fossero convinti di aver impartito o acquisito una buona educazione e di aver insegnato o imparato il “rispetto” per la vita umana … E’ tutto così difficile … soprattutto dire quello che è giusto o sbagliato, o capire fino in fondo le cause dello sprigionarsi della violenza, la soluzione non l’ha in tasca nessuno, purtroppo … credo che ognuno può solo cercare di fare del proprio meglio. Ciao, a presto. 🙂

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  5. Credo che qualsiasi, maschio, in genere, abbia un senso agressivo atavico, nei confronti delle femmine. Solo che alcuni di loro lo esasperano commettendo atti devastanti, vicini alla follia.
    Un argomento doloroso, su cui, quasi giornalmente si leggono articoli atroci.
    Un abbraccio, carissima, silvia

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    silviadeangelis40d
    • Credo che se trovassimo la risposta giusta in assoluto, saremmo a metà strada dalla soluzione. Non penso che la motivazione sia una, ma che esista un insieme di concause che ha portato alla “cultura dello stupro”. Non dobbiamo più continuare ad accettarla, comunque, non dobbiamo tacere, dobbiamo in qualche modo far sentire la nostra voce. Soprattutto far passare il concetto della solidarietà e della condivisione, smettendo di essere proprio noi donne a scagliarci l’una contro l’ altra, intraprendendo una battaglia sbagliata che ci fa sprecare energie e ci può solo nuocere. Condividere la sofferenza può renderci più forti. Un abbraccio a te, Silvia, grazie per il tuo commento. 😀

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  6. Cosa si può fare? Molte sono le strade, nessuna dovrebbe essere messa da parte e nessuna da preferire all’altra. C’è necessità di informazione, di educazione, di cultura del bello e della ragionevolezza. Occorre dissenso boicottaggio delle forme verbali che lasciano passare odio e disprezzo. Non è solo riguardo alla figura femminile che bisognerebbe lavorare, ma fare un discorso ampio che includa tutti, perché tutti uguali e aventi diritti. Ma per riuscirci occorre lavoro, impegno e tantissima volontà. Purtroppo siamo troppo propensi all’abitudine, siamo troppo adattabili e diventiamo immuni perfino alla paura che possa capitare a noi o a qualcuno vicino… Questo ci spinge a rilassarci e disinteressarci, per cui tutto diventa un’amozione mordi e fuggi…

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  7. Brava e ben rappresentata la donna ( stupita ) di essere vittima a “domicilio ”

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  8. La parola ” rispetto” , in un atto di violenza, viene abolita. Viene strappata. Viene arsa al rogo. Viene sostituita dalla cattiveria e dall’egoismo di voler prevalere e far vedere chi è il più forte.
    Ed allora ecco irrompere la devastazione. Fisica e psicologica. Che semina deserto. Arsura. Senso di fallimento . Fino ad arrivare, nei peggiori dei casi, alla morte.
    È necessario parlarne. Nelle scuole. A catechismo. In famiglia. Potrebbe succedere ad ognuna di noi.
    Ora vado a vedermi i filmati. La tua spiegazione, sempre molto chiara ed asauriente, mi han già fatto capire il loro ” alto” contenuto.
    Grazie 😘

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    • Grazie a te, hai saputo esprimere con parole molto significative i sentimenti di una donna di fronte ad un fenomeno atroce e devastante come questo. E’ vero, c’è la necessità di parlarne, grande, forte, non si può più stare in silenzio, altrimenti non cambierà mai nulla. In famiglia, prima di tutto, bisogna insegnare il rispetto, con i comportamenti, non con tante spiegazioni. Bisogna che gli uomini comprendano che quando una donna dice NO o BASTA quello vogliono dire, non altro! E accettare il fatto che una donna non è una proprietà, ma un essere umano con capacità di raziocinio, autonomia e indipendenza quanto lo è un uomo, a volte anche di più. E’ solo nella forza fisica che è più debole, ed è proprio quella che l’uomo usa quando non riesce ad accettare il resto. Bisogna che anche le donne comincino ad educare i figli insegnando loro che non esiste differenza tra generi quando si parla di rispetto, le differenze semmai sono caratteriali, ma vanno indirizzate all’espressione delle qualità di ogni persona, non alla prevaricazione di uno sull’altra. Cominciare da qui, sarebbe già un piccolo passo avanti. Grazie, cara, grazie ancora del tuo bellissimo commento. Buona serata. ❤ ❤ ❤

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  9. grazie cara un post importante e scritto con grande umanità e intelligenza
    ti abbraccio
    abbraccio tutte le donne ❤

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  10. Sono SEMPRE colpita e non ce la faccio a restare indifferente… a voltarmi dall’altra parte.
    Grazie a queste donne che usano i media per sensibilizzare e far cambiare la cultura del rispetto dell’essere umano debole e indifeso.
    ❤ ❤ ❤

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