Archivio per febbraio 2017

“Chi va a puttane è una montagna di merda…”   18 comments

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PRETTY WOMAN E’ SOLO UNA FAVOLA

luca-billi   di Luca Billi

Stamattina nella cronaca locale di Piacenza ha avuto una certa eco la notizia dell’arresto di alcune persone per sfruttamento della prostituzione, a causa del fatto che tra le ragazze costrette a prostituirsi ce n’è una da poco diventata madre: quella ragazza ha dovuto “lavorare” fino all’ottavo mese e sette giorni dopo aver partorito. Naturalmente sono contento che le forze dell’ordine abbiano arrestato quei delinquenti, ma mi chiedo cosa dovremmo fare agli uomini che hanno fatto sesso con quella ragazza? Non possono non essersi resi conto che era incinta, a otto mesi devono aver capito, ma non è importato loro nulla, anzi forse quella situazione li ha eccitati ancora di più.

La tratta degli esseri umani è, dopo il commercio illegale di droga e di armi, la terza voce del “fatturato” della grande criminalità internazionale. E quindi bisogna necessariamente lavorare sulla repressione del crimine. Eppure lo spaccio di droga è considerato un allarme sociale, perché tanti ragazzi sono vittime di questo mercato, mentre non c’è lo stesso allarme contro la prostituzione, forse perché i padri di quegli stessi ragazzi ne sono clienti soddisfatti. Un drogato è una persona a cui non affideremmo sicuramente i nostri risparmi, mentre non ci importa che il direttore della nostra banca vada regolarmente a puttane. Un drogato è una persona a cui non affideremmo la nostra salute, mentre non ci importa che il primario che ci ha in cura vada regolarmente a puttane. Un drogato è una persona a cui non affideremmo l’educazione dei nostri figli, mentre non ci importa che il loro professore vada regolarmente a puttane. Non ci importa neppure che i nostri politici vadano regolarmente a puttane. Forse perché anche noi andiamo regolarmente a puttane. E quindi siamo solidali, e complici.

Ormai parecchi anni fa Peppino Impastato, per combattere non tanto la mafia, quanto l’atteggiamento di complice acquiescenza dei suoi concittadini verso le persone che aderivano alle cosche, urlava: “la mafia è una montagna di merda”. Il suo grido scosse le coscienze di molti giovani, perché finalmente qualcuno diceva qualcosa che nessuno fino ad allora aveva avuto il coraggio di dire. Ecco io credo che noi dovremo cominciare a dire che chi va a puttane è una montagna di merda, o se preferite che i maschi che vanno a puttane sono pezzi di merda. Credo possiate sbizzarrirvi negli insulti: la nostra lingua lo permette.

Poi dovremo finalmente insegnare ai nostri figli, maschi – purtroppo il problema sta lì, perché sono i maschi che vanno a puttane – a vivere meglio, con maggiore consapevolezza, la propria sessualità, ovviamente nel rapporto con le altre persone. Perché è anche in questa debolezza, in questa mancanza di educazione, che si crea il bisogno di andare a puttane. In questa idea perversa che tutto si può comprare. Ma prima dobbiamo dire che andare a puttane fa schifo e che chi ci va fa schifo.

Giovedì, 23 febbraio 2017

Fonte: https://alganews.wordpress.com/2017/02/23/pretty-woman-e-sola-una-favola/

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“Ci sono due lupi in ognuno di noi”   40 comments

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Antica favola Cherokee

“Nonno, perché gli uomini combattono?”
Il vecchio, gli occhi rivolti al sole calante, al giorno che stava perdendo la sua battaglia con la notte, parlò con voce calma.
“Ogni uomo, prima o poi, è chiamato a farlo. Per ogni uomo c’è sempre una battaglia che aspetta di essere combattuta, da vincere o da perdere. Perché lo scontro più feroce è quello che avviene fra i due lupi.”
“Quali lupi, nonno?”
“Quelli che ogni uomo porta dentro di sé.”
Il bambino non riusciva a capire.
Attese che il nonno rompesse l’attimo di silenzio che aveva lasciato cadere fra loro, forse per accendere la sua curiosità.
Infine, il vecchio che aveva dentro di sé la saggezza del tempo riprese con il suo tono calmo.
“Ci sono due lupi in ognuno di noi. Uno è cattivo e vive di odio, gelosia, invidia, risentimento, falso orgoglio, bugie, egoismo.”
Il vecchio fece di nuovo una pausa, questa volta per dargli modo di capire quello che aveva appena detto.
“E l’altro?”
“L’altro è il lupo buono. Vive di pace, amore, speranza, generosità, compassione, umiltà e fede.”
Il bambino rimase a pensare un istante a quello che il nonno gli aveva appena raccontato.
Poi diede voce alla sua curiosità ed al suo pensiero.
“E quale lupo vince?”
Il vecchio Cherokee si girò a guardarlo e rispose con occhi puliti.
“Quello che nutri di più.”

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