Archivio per gennaio 2017

Buongiorno!   30 comments

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Ogni giorno è diverso dall’altro, ogni alba porta con sé il suo speciale miracolo,
il suo istante magico, in cui si distruggono gli universi passati e nascono nuove stelle.
I Navajo insegnano ai loro bambini che ogni mattina il sole che sorge è un sole nuovo.
Nasce ogni giorno, vive solo per quel giorno, muore alla sera e non ritornerà più.
Dicono ai loro piccoli: il sole ha solo questo giorno, un giorno.
Vivi bene la tua vita in modo che il sole non abbia sprecato il suo tempo prezioso.

 (Paulo Coelho)

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Per essere giù dal letto, sono giù.
Ora devo solo alzarmi dal pavimento.

 (Anonimo dal web)

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Pubblicato 16 gennaio 2017 da mariannecraven in Aforismi, Curiosità, Diario

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L’EDITORIALE. OSPEDALE DI NOLA: VOGLIONO SEMPLICEMENTE PRIVATIZZARE LA SANITA’   18 comments

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Io penso che quando un popolo arriva al limite si ribella. Così come quando la corda è troppo tesa e si spezza. Non credo manchi molto. Mi auguro solo che tutto non debba arrivare a verificarsi in maniera violenta, che chi osteggia queste politiche liberiste si organizzi e riesca a trovare vie pacifiche per cambiare rotta. Ma ho qualche dubbio: quando affami un animale, diventa aggressivo … e attacca!

ALGANEWS

DI LUCIO GIORDANO

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Per una volta la Lorenzin ha ragione: i medici dell’Ospedale di Nola sono degli eroi. E non solo loro, sia ben chiaro. Lavorare infatti nelle condizioni in cui lavorano, fa capire chiaramente della commovente dedizione di molti camici bianchi per i pazienti che affollano i nosocomi italiani, specialmente del sud Italia. Licenziarli, insomma, come ha sottolineato il ministro della sanità, sarebbe un abuso insopportabile. Qualcosa che non sta nè in cielo nè in terra. Provate voi ad operare in quelle condizioni, senza barelle, con gli strumenti rotti o parcheggiati nei sottoscala, in attesa di ottenere l’ok per essere utilizzati. E’ dunque meglio, molto meglio prestare il primo soccorso e curare a terra, con una coperta adagiata sul pavimento, che rinunciare a salvare vite umane.

Certo: è scandaloso. Decisamente scandaloso che la sanità pubblica che 30 anni fa  tutto il mondo ci invidiava, sia ridotta in queste condizioni…

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La normalità della guerra   25 comments

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Costruttori di pace non possiamo rimanere in silenzio

di Alex Zanotelli
Mercoledì 04 Gennaio 2017

L’anno 2016 ha visto trionfare la normalità della guerra: la Terza Guerra Mondiale a pezzetti, come la chiama papa Francesco. Una guerra spaventosa che ha il suo epicentro in Medio Oriente e ha mostrato tutta la sua ferocia, disumanità e orrore nell’assedio della città martire Aleppo in Siria. Una guerra che attraversa anche l’intera Africa da est a ovest, dalla Somalia al Sudan (Darfur e Monti Nuba), dal Sud Sudan al Centrafrica, dalla Nigeria (Nord) alla Libia, dal Mali al Gambia. Senza dimenticare i massacri in Burundi e nella Repubblica democratica del Congo (Beni). Desolanti conflitti si estendono dallo Yemen all’Afghanistan, guerre combattute con armi sempre più sofisticate e sempre più a pagarne le spese sono i civili.

Si chiede papa Francesco: «Come è possibile questo? È possibile perché dietro le quinte ci sono interessi, piani geopolitici, avidità di denaro e di potere, c’è l’industria delle armi che sembra essere tanto importante».

È l’industria delle armi, fiorentissima oggi, a gioire di tutto questo. Secondo i dati Sipri (Istituto internazionale di ricerche sulla pace di Stoccolma), a livello mondiale, investiamo quasi 5 miliardi di dollari al giorno in armi. A livello italiano, secondo l’Osservatorio sulle spese militari (Mil€x), spendiamo 64 milioni di euro al giorno. L’industria italiana delle armi esporta in tutto il mondo. In questo periodo abbiamo venduto bombe all’Arabia Saudita e al Qatar, che poi le hanno date a gruppi armati legati a Al-Qaida come a Jabhat al –Nusra in Siria. E tutto questo nonostante la legge 185/90 vieti la vendita di armi a paesi in guerra e a paesi dove vengono violati i diritti umani.

L’Italia nel 2015 ha esportato armi per un valore di oltre 7 miliardi di euro in paesi in guerra o dove sono violati i diritti umani. Ma come fanno i nostri governi a parlare di legalità quando agiscono in maniera così illegale? È la grande Bugia. «La violenza esiste solo con l’aiuto della Bugia», diceva Don Berrigan, il gesuita nonviolento americano scomparso lo scorso anno.

È passato il tempo in cui i buoni possono rimanere in silenzio. E ciò che sconcerta maggiormente è il silenzio del movimento per la pace davanti a questi scenari di guerra. Non lo posso accettare. Dobbiamo scendere in piazza, urlare, gridare, protestare. Forse non riusciamo a parlare perché il movimento è frammentato. Allora mettiamoci insieme. La situazione è troppo grave. Per questo dobbiamo avere il coraggio di violare la legge, di farci arrestare, di andare in prigione. Questo sarebbe il dovere prima di tutto dei religiosi, dei preti, delle suore: sull’esempio dei fratelli Berrigan e delle suore domenicane che, negli Stati Uniti qualche decennio fa, si sono fatti anni di carcere per loro impegno contro la guerra in Vietnam e la bomba atomica.

Come cristiano mi fa ancora più male il silenzio dell’episcopato italiano e di larga parte delle comunità cristiane. Per fortuna papa Francesco parla chiaro. Nel suo messaggio per la Giornata Mondiale della Pace (1 gennaio) afferma che «essere veri discepoli di Gesù oggi significa aderire anche alla sua proposta di nonviolenza». E prosegue: «La nonviolenza praticata con decisione e coerenza ha prodotto risultati importanti. I successi ottenuti da Gandhi e Khan Abdul Ghaffar Khan nella liberazione dell’India, e da Martin Luther King contro la discriminazione razziale…».

Papa Francesco invita le comunità cristiane a imboccare la strada della nonviolenza attiva, quale percorso obbligato per i seguaci di Gesù. «Dite al mondo che non esiste più una guerra giusta. Lo dico da figlia della guerra». Così la suora domenicana irachena Nazik Matty durante il convegno su guerra e nonviolenza, promosso in Vaticano da papa Francesco.”

Papa Francesco forse presto ci regalerà un’enciclica che potrebbe mettere la parola fine alla teologia della guerra giusta e indicare la nonviolenza attiva come la strada inventata da Gesù. È la strada che le comunità cristiane devono imboccare con lo stesso coraggio che hanno avuto Gandhi, Martin Luther King, Don Berrigan, Don Milani… Ma queste comunità dovranno avere la capacità di unirsi a tutte le altre realtà nonviolente creando un grande movimento popolare per la pace. Ma per arrivare a questo dobbiamo tutti essere disposti a pagare un alto prezzo. Diceva Don Berrigan: «Noi urliamo pace, pace, ma non c’è pace. Non c’è pace perché non ci sono costruttori di pace. Non ci sono costruttori di pace perché fare pace è altrettanto costoso quanto fare guerra, almeno altrettanto esigente perché si paga con la prigione e la morte».

A tutti i costruttori di pace, l’augurio di cuore di un buon anno, carico di frutti di pace.

Fonte: http://www.nigrizia.it/notizia/costruttori-di-pace-non-possiamo-rimanere-in-silenzio/blog

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06 Gennaio, Epifania … tutte le feste si porta via ….   16 comments

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Gesù nacque a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode. Alcuni Magi giunsero da oriente a Gerusalemme e domandavano: «Dov’è il re dei Giudei che è nato? Abbiamo visto sorgere la sua stella, e siamo venuti per adorarlo». All’udire queste parole, il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme. Riuniti tutti i sommi sacerdoti e gli scribi del popolo, s’informava da loro sul luogo in cui doveva nascere il Messia. Gli risposero: «A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta: E tu, Betlemme, terra di Giuda, non sei davvero il più piccolo capoluogo di Giuda: da te uscirà infatti un capo che pascerà il mio popolo, Israele».
Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire con esattezza da loro il tempo in cui era apparsa la stella e li inviò a Betlemme esortandoli: «Andate e informatevi accuratamente del bambino e, quando l’avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch’io venga ad adorarlo».
Udite le parole del re, essi partirono. Ed ecco la stella, che avevano visto nel suo sorgere, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. Al vedere la stella, essi provarono una grandissima gioia. Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, e prostratisi lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra. Avvertiti poi in sogno di non tornare da Erode, per un’altra strada fecero ritorno al loro paese.

Vangelo di Matteo 2,1-12

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Appena collocata nel presepe la statuina del Re Magio nero,
i pastori hanno cominciato a gridare
«I RE MAGI AIUTIAMOLI A CASA LORO!»

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“La notte di Befana, nella stalla,
parla l’asino, il bove e la cavalla”

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Pubblicato 6 gennaio 2017 da mariannecraven in Aforismi, Tradizioni

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Dedicato a te, dolce creatura dal cuore puro…   9 comments

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Non restare a piangere sulla mia tomba.
Non sono lì, non dormo.
Sono mille venti che soffiano.
Sono la scintilla diamante sulla neve.
Sono la luce del sole sul grano maturo.
Sono la pioggerellina d’autunno.
Quando ti svegli nella quiete del mattino…
Sono le stelle che brillano la notte.
Non restare a piangere sulla mia tomba.
Non sono lì, non dormo.

Canto Navajo

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A te che sei l’infinito nel mio cuore
A te che mi manchi, sempre di più.
A te che vivi con me e dentro di me.
Ti stringo forte nel ricordo,
tengo viva la tua presenza nel mio cuore,
ti parlo, ti scrivo…
Questo giorno è tatuato nella mia mente… per sempre.

Buon Compleanno, amica mia!

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Pubblicato 5 gennaio 2017 da mariannecraven in Diario, Poesia

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La luna di Gennaio fa luce come giorno chiaro   7 comments

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Filastrocca di Gennaio

di M.Comassi

O Gennaio sonnacchioso
stai nel tuo mantel nebbioso.
Lunghe notti e giorni corti,
neve e brina tu ci porti.
Chiudi in casa noi bambini
e fumare fai i camini.
Tu le stelle più brillanti
specchi in ghiacci scintillanti.
Forse un mago sei, gennaio,
e tra il vento tuo rovaio,
tu nascondi un solicello,
mite, lieve, riderello,
e d’un fiore il calicanto,
doni a tutti il dolce incanto.

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