Una pace infinita …   5 comments

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Temporale d’estate

Racconto di Nancy Peterson

L’aria, calda per tutto il giorno, opprime gli alberi, piega le corolle dei fiori, grava sulle mie spalle.
Mi avvicino alla finestra con un senso di disagio.
Ecco, lì a occidente, la spiegazione.
Strati su strati di nuvoloni giganteschi si addensano, si gonfiano, s’impennano nel cielo azzurro creando figure fantastiche.
Ben presto le nuvole coprono il sole del tardo pomeriggio, e la giornata si oscura anzitempo.
Una raffica di vento frusta la polvere lungo la strada.
Una porta sbatte, le tendine si gonfiano e ondeggiano.
Corro a chiudere le finestre, a ritirare la biancheria stesa.
Smorzato dalla distanza, mi giunge il cupo brontolio del tuono.
Le prime gocce di pioggia sono spropositate; si spiaccicano nella polvere, rigano le finestre, tambureggiano rade sulla tettoia del patio.
Poi più veloci, come un rullo di tamburo in crescendo, le singole gocce diventano un esercito in marcia sulla campagna e sui tetti.
Qualche attimo dopo il cielo sembra spaccarsi, e io sussulto di paura.
Non più appostato in lontananza, il tuono fa tremare i vetri e manda il cane a nascondersi sotto il letto. Lo scoppio successivo è ancora più vicino e io faccio un involontario passo indietro.
So che non dovrei stare vicino alla finestra per ragioni di sicurezza, ma non so rinunciare allo spettacolo.
La pioggia diventa un torrente agitato a capriccio da un vento sempre più forte.
Insieme, pioggia e vento martellano gli alberi e piegano l’erba.
Dai tetti e dalle grondaie scende acqua furiosa, e il rovescio contro le finestre così fitto e continuo che non riesco a vedere nulla.
Nello scrosciare uniforme si inserisce ora il rumore della grandine sul tetto.
Chicchi bianchi rimbalzano contro l’erba e bucherellano le pozzanghere.
Ma ormai il temporale ha perso lena.
La tensione presente nell’atmosfera si è scaricata.
Le cortine di pioggia lasciano filtrare più luce, e il tuono brontola per l’ultima volta. …
Mi vien voglia di uscire mentre ancora piove.
Una nebbiolina di gocce polverizzate mi bagna nonostante il riparo della tettoia, ma è fresca e gradita. Respiro a fondo e guardo il sole che si riaffaccia negli squarci tra le nuvole.
Un raggio colpisce le goccioline formatesi sull’orlo del tetto, che diventano ciascuna un piccolo spettro di colori, la mia schiera privata di arcobaleni.
Tutto intorno a me sembra rinato, e anch’io mi sento così.
Provo un senso di pace infinita.

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5 risposte a “Una pace infinita …

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  1. incantata..

    Piace a 1 persona

  2. Molto bello e… poetico.
    Preferisco il mare anche il lago, specialmente alla sera, incita alla pace e alla tranquillità.
    Buon pomeriggio.
    Quarc

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  3. L”ho vissuta mentre leggevo! Stupenda 😙

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  4. BUONE VACANZE.

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