Io sono un acquerello …   9 comments

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betty-draper

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… Al mio amante che torna da sua moglie

di Anne Sexton

Lei è tutta là.
Per te con maestria fu fusa e fu colata,
per te forgiata fin dalla tua infanzia,
con le tue cento biglie predilette fu costrutta.

Lei è sempre stata là, mio caro.
Infatti è deliziosa.
Fuochi d’artificio in un febbraio uggioso
e concreta come pentola di ghisa.

Diciamocelo, sono stata di passaggio.
Un lusso. Una scialuppa rosso fuoco nella cala.
Mi svolazzano i capelli dal finestrino.
Son fumo, cozze fuori stagione.

Lei è molto di più. Lei ti è dovuta,
t’incrementa le crescite usuali e tropicali.
Questo non è un esperimento. Lei è tutta armonia.
S’occupa lei dei remi e degli scalmi del canotto,

ha messo fiorellini sul davanzale a colazione,
s’è seduta a tornire stoviglie a mezzogiorno,
ha esposto tre bambini al plenilunio,
tre puttini disegnati da Michelangelo,

l’ha fatto a gambe spalancate
nei mesi faticosi alla cappella.
Se dai un’occhiata, i bambini sono lassù
sospesi alla volta come delicati palloncini.

Lei li ha anche portati a nanna dopo cena,
e loro tutt’e tre a testa bassa,
piccati sulle gambette, lamentosi e riluttanti,
e la sua faccia avvampa neniando il loro
poco sonno.

Ti restituisco il cuore.
Ti do libero accesso:

al fusibile che in lei rabbiosamente pulsa,
alla cagna che in lei tramesta nella sozzura,
e alla sua ferita sepolta
– alla sepoltura viva della sua piccola ferita rossa –

al pallido bagliore tremolante sotto le costole,
al marinaio sbronzo in aspettativa nel polso
sinistro,
alle sue ginocchia materne, alle calze,
alla giarrettiera – per il richiamo –

lo strano richiamo
quando annaspi tra braccia e poppe
e dai uno strattone al suo nastro arancione
rispondendo al richiamo, lo strano richiamo.

Lei è così nuda, è unica.
È la somma di te e dei tuoi sogni.
Montala come un monumento, gradino per gradino.
lei è solida.

Quanto a me, io sono un acquerello.
Mi dissolvo.

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annesexton

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Nasce nel 1928 a Newton, presso Boston, Anne Gray Harvey, poi conosciuta come Anne Sexton. Una poetessa scandalosa e folle, senza false inibizioni, che suscitò scompiglio nell’America del suo tempo. Irrequieta, disordinata, sempre innamorata, sempre inadeguata agli standard di figlia, casalinga, moglie e madre. Sempre troppo presa da sé, dal suo aspetto, dal sottile filo di follia che, da sempre, avvolge la sua vita. Alcool e psicoanalisi. Amore e angoscia. Teatro e manicomio. Anne Sexton si sposò giovanissima, probabilmente per fuggire da un contesto familiare violento e da un percorso di studi ostico, a causa delle difficoltà di concentrazione e dei suoi primi disturbi di una sindrome bipolare non bene diagnosticata.
La poesia e la scrittura furono il suo rifugio dalla malattia e la sua fama sconfinò presto oltreoceano e la portò a vincere nel 1967 il Premio Pulitzer per la poesia.
Ci sono alcune malattie che sono particolarmente rappresentative della condizione femminile, dell’impossibilità di poter essere intera, una, senza per questo essere crocifissa dal presunto amore delle famiglie, dalla moralità del contesto sociale in cui si vive, dagli schemi ricorrenti in cui l’essere umano si muove per poter mantenere l’illusoria certezza di un senso. Anne Sexton nei suoi versi parlò delle donne in modo esplicito, trattando temi considerati imbarazzanti e moralmente inaccettabili all’epoca come l’aborto, le relazioni extra coniugali, l’autoerotismo. La vita di una donna, le sue passioni, le sue paure, la malattia, gli istinti suicidi, avevano la stessa nobiltà di temi considerati universali. Nel dolore di Anne Sexton come nel suo desiderio, nella sua impossibilità di definire la morte che desiderava, si ritrovano anche il dolore e i desideri di milioni di donne. Universalmente, delle donne.
I grandi poeti sono spesso uno specchio per chi li legge, ma le poetesse e le scrittrici hanno un quid pluris, perché la loro voce diventa quella di tutte le donne inascoltate e messe a tacere. Dei dolori che non hanno patria e riconoscimento.
É il 4 ottobre del 1974, l’anno del suo divorzio. La poetessa e scrittrice Anne Sexton muore suicida . Indossa una vecchia pelliccia della madre e si chiude in garage. Entra in macchina, accende la radio, poi il motore e chiude gli occhi affidandosi all’abbraccio eterno del monossido di carbonio.
Nessuno saprà mai cosa si nasconde dietro ad un gesto estremo. Possiamo fare illazioni, supposizioni, infinite ipotesi… L’unica ragione certa di un suicidio è il dolore, la grande, insopportabile, sofferenza del vivere …

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9 risposte a “Io sono un acquerello …

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  1. E’ sempre un piacere soffermarsi sulle tue vareigate pagine Marianna, buona serata,silvia

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    silviadeangelis40d
  2. Bella. Anzi, ti ringrazio per avermela fatta scoprire. Ora vado in giù per scoprire qualcos’altro .. Bel BloG!

    Piace a 1 persona

  3. Wunderschön liebe Grüße und ein gute Woche lieber Gruß Gislinde

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    • Danke, du bist sehr nett. Ihr Besuch in meinem Blog hat mich sehr glücklich gemacht. Ich bin für die Fehler leid, aber ich spreche kein Deutsch, ich verwendet, um die Online-Übersetzer. Gute Woche auch für Sie. 🙂

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  4. Un mucchio di cose belle nel tuo martedì, Marianna,silvia

    Piace a 1 persona

    silviadeangelis40d

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