12 Marzo 2016, un altro anno è passato …   21 comments

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Amica mia,
sono passata a salutarti oggi, ti ho vista sorridere in mezzo al giardino dai mille colori che è stato creato per te, c’erano tutti i fiori che ti piacevano tanto, persino, quasi nascosto dai grandi mazzi di ogni tipo, un piccolo vasetto di viole e margheritine di campo che, sono quasi sicura, qualche “tuo” bimbo avrà lasciato per te … maestra. Ho chiacchierato con te, ho ricordato, ti ho raccontato il sogno della notte scorsa, come se tu mi ascoltassi, ma sono certa che hai sentito. Ho letto e riletto quella filastrocca incisa per sempre anche nei nostri cuori, perché penso davvero che, ora, tu abbia le ali per volare in alto, senza più paura. Mi manchi, mi manchi immensamente e, ancora, mi sento in colpa verso di te, per le mille cose non dette, per le mille cose non fatte. Infatti, amica mia, questa vale proprio per tutte le lettere che non ti ho mai scritto, per tutte le telefonate che non ti ho mai fatto, per tutte quelle parole che per te avrei potuto spendere tenendole invece ben chiuse nella mente e nel cuore. Ti chiedo perdono per averti trascurato negli ultimi tempi della tua vita, ti chiedo perdono per averti smarrito lungo la strada della mia vita fragile. Grande, immenso, è il vuoto che in questa vita si è irrimediabilmente venuto a creare con la tua assenza. Ancora, dopo un altro anno che è passato senza di te, stento a credere che tu non sia più qui con noi, a credere che non avrò più modo di sentire la tua voce, a credere che non potrai mai più parlarmi di nulla, che non avrò più modo di vedere quel tuo volto gioioso e sorridente e mai come adesso sento il dolore, sento il peso della tua assenza, un vuoto che il tempo non potrà mai colmare, è un solco, un abisso destinato a rimaner tale, una triste pagina nel libro della mia vita. Con te se ne è andata una parte di questa vita, lasciando solo i ricordi, anche se cari e dolcissimi, con te ho perso una sorella, un’amica, un punto di riferimento, una figura che più volte ho preso ad esempio appellandomi a quella bontà d’animo, a quella saggezza, a quel coraggio, a quella mancanza d’invidia e di malignità, a quella forza di volontà che hai insegnato e trasmesso a tutti. Ricordo ancora con tanto affetto tutte le volte che ti venivo a trovare nella tua casa, sempre aperta a tutti, spesso “ricettacolo” di musicisti e artisti di ogni tipo, punto d’incontro di cultura, le piacevoli giornate che trascorrevo in tua compagnia, la tua simpatia in grado di contagiare chiunque, la tua spensieratezza. Ricordo tutte le volte che andavamo insieme da qualche parte, le risate che ci facevamo e soprattutto quella felicità che vedevo stampata sul tuo volto, le nostre chiacchiere che spaziavano su mille argomenti, da quello che succedeva nel mondo ai nostri valori umani, sociali, politici, dalle cose importanti per la nostra vita al “gossip” sul paese, sulle persone che conoscevamo, che ci faceva ridere come pazze perché non era mai malignità. Avevi un senso dell’ironia e dell’autoironia così spiccato che nulla poteva diventare maligno! Eri la gioia di vivere e la trasmettevi a chi ti stava vicino. Posso dirtelo adesso? Mi sono sempre pazzamente divertita con te! Ma la vita è un treno guidato dalla mano del destino e se da un lato maledico questo destino per averti strappato a noi così presto, dall’altro lo ringrazio per avermi dato modo di conoscerti, di apprezzarti e di volerti bene. Ti ho goduto poco gli ultimi tempi e maledico spesso quel mio star male che mi ha fatto rinchiudere in casa come in un rifugio dal mondo esterno. Non ho avuto il tuo coraggio, ancora non ce l’ho, non so affrontare la mia malattia con la forza, il coraggio, la grande dignità che hai avuto tu. Sono un fragile essere umano, una piccola cosa, amica mia. Il dolore di averti perso è ancora forte, fortissimo, a te mi sono sentita sempre particolarmente legata, e preferisco immaginare, a volte, che tu sia solo partita per un viaggio meraviglioso,  che tu sia una stella nel cielo, un raggio di sole, un immenso e splendente arcobaleno, che tu sia ora un angelo con  la  chitarra che continua a cantare le sue canzoni. E ho la sensazione che tu, adesso, sappia leggere nel mio cuore, nei miei sentimenti e capire che la mia lontananza in alcuni momenti non è stata mai cattiveria, paura, diffidenza, ipocrisia, indifferenza, ma solo l’ansia del mio star male, la preoccupazione di non saperti essere d’aiuto fino in fondo e di voler fare più di quanto mi fosse consentito dal mio fisico malato. Ancora adesso, dopo questi lunghi due anni, vorrei tanto che fosse tutto uno scherzo o un brutto sogno e non sono bastate tutte le lacrime di questo mondo a consolarmi, a farmi rassegnare, a farmi accettare la tua assenza, la subisco, ma non la accetto, perché una persona come te non potrò mai rimpiangerla abbastanza e non voglio ancora dirti addio, voglio che sia un arrivederci, nella speranza di ritrovare un giorno il tuo sorriso, la tua spensieratezza, la tua allegria e di passare altri meravigliosi momenti in tua compagnia. Ho la consapevolezza, oggi più che mai, che le persone con le quali abbiamo condiviso anche solo una piccola parte di cammino fanno parte di noi anche quando scompaiono, che in fondo un compagno, una compagna, un figlio, un amico sono la cosa più vicina all’immortalità che ci sia dato di sperimentare. L’amore, l’amicizia vanno oltre la morte. Ti abbiamo amato tutti e per sempre ti ameremo. E per sempre vivremo nel ricordo di chi come te ha occupato ed occuperà sempre un posto importante nel nostro cuore. So che te l’ho detto solo negli ultimi tuoi giorni e spero tanto che non sia stato troppo tardi, ma te lo ripeto ancora: ti voglio bene! Ti ho sempre voluto bene, te ne vorrò per sempre! Troppe volte diamo per scontato che un amico conosca il nostro affetto e non lo esprimiamo mai a parole, dovremmo non dimenticare mai di farlo, perché non sappiamo se in futuro ne avremo il tempo. Quando ti ho detto “ti voglio bene” e tu mi hai risposto “anch’io”, ho capito profondamente quanto questa cosa sia importante nella vita, perché dopo tre giorni te ne sei andata. Dovunque sia ora il posto tuo, amica mia, so che voli in alto, sei tu che puoi guardare giù, e vedi cieli, e vedi mari, e vento che ti porta via, e le tue braccia sono ali, e il cielo è casa tua…

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21 risposte a “12 Marzo 2016, un altro anno è passato …

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  1. Mi hai fatto commuovere, l’amicizia (quella vera) è la più alta forma d’amore. 🙂

    Vale la pena dare l’amore a chi merita? Beh si, sempre! 🙂

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    CriticaComunista
  2. Ehi cara, potresti darmi il tuo indirizzo mail per favore? Vorrei chiederti una cosa. 🙂

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    CriticaComunista
  3. Alle volte mi chiedo del perchè certi ricordi debbano essere così spinosa ricorrenza… Non sarebbe meglio aprire la scena con un tappeto di rose,private delle spine, ed il sorridere del sole che manco a primavera: in fondo è il sorriso delle persone care a permanere nei nostri cuori……
    Un abbraccio di forte sentimento…

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  4. L’ Assenza di coloro che non ci sono più manca e mancherà sempre
    L’ unica consolazone il Bene donato e ricevuto

    Un abbraccio forte
    Mistral

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  5. Che ritratto splendido di un’amica che ti ha insegnato evidentemente molto più di quello che era tenuta a fare per contratto. Emerge anche una tua fragilità… e certi accenni al tuo stato di salute che spero di aver frainteso… in ogni caso profondamente commovente questo tuo “soliloquio”. 😘😘😘😘

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    • Non ho amici per contratto, non li ho mai avuti, tutte le persone con cui ho instaurato un rapporto di amicizia sono speciali, amo molto i miei amici e so di essere amata, a volte mi chiedo cosa ho fatto per meritarmeli … ed ecco la mia fragilità … ma qualcosa devo pur aver fatto, perché quelli che mi sono rimasti continuano a camminare accanto a me … e no, non hai frainteso, altra mia fragilità, ma qui combatto, con unghie e denti, non mollo mai … Hai visto che non sei da solo a “soliloquiare”? 😉

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  6. Oh quanto al contratto mi riferivo al fatto che lei facesse la maestra se ho capito bene… volevo quindi dire che siete andate ben oltre i limiti del suo ruolo 😘

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  7. sincero appassionato reale commovente…ora ti riconosco

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  8. non ho ricevuto niente….Gian

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