Archivio per 3 febbraio 2016

Per Carla … bruciata …   14 comments

***

db55c507098336d67f63e1891f0e6126

***

Per tutte le donne d’Italia e del mondo …

Per le donne che hanno il coraggio di lottare per il bene e denunciare il male;

Per le donne di ogni Paese, razza, colore, opinione politica, religione, discriminate per la loro condizione, esiliate o uccise per le loro idee, che si battono per il rispetto della  dignità umana e l’affermazione della legalità contro ogni forma di prevaricazione;

Per tutte le madri coraggio lasciate sole dalle Istituzioni e dallo Stato;

Per tutte le donne che credono nella vera Giustizia e nella Libertà.

***

6e42f84251cb16bcc8d14afb909090cf    ellie_dans_last_of_us_by_damrick-d502wtv    manisha__an_indian_acteress___by_asiri57

***

La storia di Alicia

Alicia Arístregui era una donna spagnola che subiva quotidianamente violenze dal proprio marito. Lui l’insultava, la minacciava e la picchiava per i più banali motivi. Alicia viveva nella costante paura del marito così che nel gennaio del 2002, dopo 14 anni di matrimonio, decise di lasciarlo per andare ad abitare in un alloggio messo a disposizione dallo Stato.
Dopo essere stato lasciato, il marito continuò a minacciarla perché voleva la custodia dei figli. La perseguitava nonostante il tribunale gli avesse proibito di avvicinarsi a lei. Alicia e i suoi fratelli avvisarono più volte la corte che l’uomo non rispettava questo divieto ma tali rapporti non vennero consegnati alla polizia municipale della città dove Alicia risiedeva e le ripetute richieste di protezione furono ignorate dalle autorità. Alicia era spaventata perché era fermamente convinta che l’uomo avrebbe attuato le sue minacce.
Un giorno, quattro mesi dopo la separazione, suo marito la avvicinò – lei aveva appena accompagnato i figli alla fermata dello scuolabus – e l’accoltellò a morte.
Dopo la morte di Alicia, uno dei suoi fratelli ha fondato un’organizzazione che mira a garantire una reale protezione alle donne vittime di abusi e violenze. Infatti in molti casi, i tribunali non danno il necessario peso alle denunce di donne che hanno subito minacce di morte e aggressioni da parte dei propri partner, oppure non riescono a prendere misure efficaci contro questi uomini.
A volte con esiti fatali. Inoltre, i centri di emergenza, rifugi e appartamenti in cui le donne vittime di violenza possono rifugiarsi sono pochi e ricevono pochi finanziamenti dallo Stato e sono mantenuti per lo più grazie allo sforzo di singole organizzazioni non governative, come quella fondata dal fratello di Alicia.

***

margaritageorgiadis_4533435534_large

***

La violenza domestica

Gli studi delle Nazioni Unite evidenziano che il 70% delle donne ha subito una qualche forma di violenza durante la loro vita.

Per l’Organizzazione Mondiale della Sanità, la violenza domestica è “ogni forma di violenza fisica,  psicologica o sessuale che riguarda tanto soggetti che hanno, hanno avuto o si propongono di avere  una relazione intima di coppia, quanto soggetti che all’interno di un nucleo familiare più o meno  allargato hanno relazioni di carattere parentale o affettivo”. Viene quindi considerata violenza domestica ogni forma di violenza che avviene nell’ambito di una relazione affettiva anche tra persone che non vivono effettivamente insieme.

Una delle più comuni forme di violenza contro le donne è quella inflitta dal proprio marito o compagno. La violenza subita dal proprio partner comprende aggressioni fisiche, minacce ed insulti, violenze sessuali e limitazione della propria libertà personale attraverso l’isolamento dalla famiglia, dagli amici e l’impedimento a cercare aiuto.

La violenza domestica è sempre più considerata un importante problema di salute pubblica:

nei paesi dove sono stati condotti studi, i risultati indicano che tra il 10 e il 50% delle donne  riferisce di aver subito violenze fisiche dal partner;

la maggior parte delle vittime di aggressione fisica ha subito molti e differenti atti diviolenza per lunghi periodi di tempo;

gli abusi fisici sono accompagnati da violenze psicologiche e, in più di un terzo/ la metà dei  casi da violenze sessuali;

la violenza domestica è responsabile di un numero molto alto di morti; gli studi dimostrano che il 40–70% di donne vittime di omicidio è ucciso da un marito o da un compagno violenti;

le donne tra i 15 e i 44 anni rischiano di più di subire stupri e violenze domestiche che  ammalarsi di cancro o di altre malattie o avere incidenti di macchina.

La violenza determina conseguenze anche gravi sulla salute delle donne come:

lesioni fisiche (contusioni, ferite, fratture, emorragie e, nei casi più gravi, lesioni interne)

lesioni permanenti anche dolorose (rottura del timpano, del bulbo oculare, ecc.)

depressione e suicidi

Le donne che subiscono violenze sono costrette a ricorrere spesso a visite mediche e ricoveri ospedalieri e questo interferisce con la loro possibilità di conservare il lavoro, di poter lavorare bene e guadagnare.

Le donne sono particolarmente vulnerabili in quelle società dove vi è una marcata diseguaglianza tra uomini e donne (di genere) e dove esistono tradizioni culturali che sostengono il diritto dell’uomo ad usare violenza alla propria donna e non puniscono tali comportamenti. Tuttavia la violenza esiste in tutti i paesi e in tutte le classi sociali.

***

r169_457x256_5450_cover_girl_2d_portrait_girl_woman_picture_image_digital_art

***

Laura

Una donna della Provincia di Cuneo che è riuscita a lasciare il marito dopo 12 anni di violenze.

“Pensavo fosse l’uomo della mia vita – inizia il suo racconto – lui un uomo affascinante, un professionista conosciuto a Cuneo, ma mi sbagliavo”.
“Tutto è cominciato dalla violenza psicologica – spiega – mi sminuiva in ciò che facevo, mi faceva sentire inadatta, volevo fare un corso di inglese (lui parla 4 lingue) ma lui mi diceva che tanto io non capivo niente”.
“Io, forse anche per il fatto di essere cresciuta con una mamma molto severa, abituata a non rispondere – prosegue – pensavo che forse ero io che continuavo a sbagliare”.

Questo accadeva anche fuori dalle mura di casa?

“No assolutamente, mai in pubblico, anzi agli occhi della gente eravamo una coppia perfetta, ma intanto arrivati a casa ogni pretesto era buono per litigare, nemmeno a Natale potevo contare su un po’ di felicità, lentamente ha svuotato la mia vita di tutti i momenti di gioia, non andavamo nemmeno più in vacanza perché tanto lui diceva di aver già girato il mondo”.

Quando è passato alla violenza fisica?

“Con il tempo, le offese sono diventate sempre più veementi, mi diceva che gli facevo schifo, è arrivato anche a sputarmi in faccia, intanto lentamente mi creava il vuoto intorno, fino a che un giorno è passato alle mani. Mi ha colpita con un vassoio in faccia, quel colpo ha spinto la pelle all’interno dell’occhio. Quel giorno sono andata in ospedale dove mi han messo sei punti sotto l’occhio, ma non ho avuto il coraggio di raccontare quello che era accaduto, al medico ho detto di aver sbattuto contro la portiera della macchina”.

Da questo momento Laura è sprofondata nel buio.

“Ho iniziato ad aver paura, prima di andare a dormire aspettavo di sentirlo russare per il timore che
potesse succedermi qualcosa, non sapevo con chi parlare, mi vergognavo pensavo che fosse colpa mia, ho iniziato a non volermi più bene e sono anche ingrassata”, “In casa – continua – non avevo più la mia libertà, vivevo con una sensazione d’angoscia provando un lieve sollievo solo quando ero sola, magari per andare a fare la spesa, era come se ogni giorno stesse rosicchiando una parte di me, fino a diventare come di proprietà sua, non più di me stessa”.

Non ha mai pensato di andarsene di casa in quei momenti?

“Sì, più volte, un giorno ho deciso di andarmene di casa, ma lui mi ha aggredita, strappandomi le borse di mano, un’altra volta mi sono trasferita da un’amica per un periodo, ma con l’inganno, dicendomi che aveva avuto un incidente mi ha fatto tornare a casa”. E ancora “Mi ha fatto tante promesse, regalato delle rose, mi ha detto che sarebbe cambiato e sai com’è – mi dice sospirando – come molte donne avevo la speranza di riuscire a cambiarlo, ma purtroppo le persone così non cambiano”. E infatti “un giorno mi ha afferrata per la gola, continuava a stringermi forte il collo, per fortuna sul divano c’era una macchina fotografica che avevo lasciato lì per fare delle foto ai miei nipotini, l’ho afferrata e l’ho colpito in quel momento sono riuscita a liberarmi e me ne sono andata, quella volta per sempre”. “Al pronto soccorso – afferma – mi hanno dato 8 giorni di prognosi”…

Featured Image -- 584

***

Gli uomini che commettono violenze nei confronti delle loro compagne trovano giustificazioni e motivazioni al loro agire nelle situazioni e nelle difficoltà dei rapporti, perché hanno la necessità di considerare “normali” i loro comportamenti.

Nulla può giustificarli. Sono criminali!

Bisogna parlarne, sempre di più, bisogna rompere il silenzio. Solo conoscendo la realtà riguardo ai diritti calpestati delle donne i nostri figli potranno combattere le discriminazioni legate al sesso, crescere in maniera diversa, creare una società migliore in cui i diritti di tutti vengano finalmente riconosciuti e rispettati.

***

ivybar_vine_divider_gold      flor12     ivybar_vine_divider_gold

***