L’amore vive oltre la morte …   12 comments

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Sweet Mary

Homesville era un bel posto, almeno questo era ciò che la gente che viveva lì diceva. Le persone che erano cresciute lì amavano così tanto quel posto che quasi sempre sceglievano di rimanerci e di mettere su famiglia.
Homesville aveva tutti i comfort di una grande città, ma la gente conosceva i propri vicini, quando si camminava per la strada, c’era sempre qualcuno che ti sorrideva e ti chiedeva come andavano le cose…
Jack era uno dei cittadini di Homesville, tutti lo conoscevano e tutti gli volevano bene, aveva un sacco di amici. Jack avrebbe trascorso la maggior parte del suo tempo a giocare a calcio, basket, baseball o con gli amici, ma non ne aveva uno con cui poter solo parlare.
Successe quasi per caso, Jack era seduto nella sua auto di fronte alla biblioteca, a sognare a occhi aperti come al solito, quando vide una ragazza seduta sulla panchina della fermata degli autobus dall’altra parte della strada, indossava un abito da festa e sembrava fosse lì ad aspettare da tanto tempo.
“Questa è la ragazza più bella che abbia mai visto”, disse Jack, avrebbe voluto presentarsi, ma le ragazze lo rendevano sempre nervoso, gli sembrava di non riuscire mai a dire la cosa giusta. Alla fine si fece coraggio, raggiunse la panchina e si sedette. La ragazza teneva lo sguardo fisso in avanti. Jack sentì il suo cuore battere forte nel petto.
“Ciao”, disse timidamente.
La ragazza non rispose.
“Il mio nome è Jack”, continuò.
Poi Jack sfiorò leggermente la spalla della ragazza che improvvisamente sembrò risvegliarsi, si voltò a guardare Jack, sembrava che ci fosse un po’ di paura nei suoi occhi.
“Ciao, il mio nome è Mary” disse piano.
Jack vide che Mary tremava per la fresca aria autunnale, così le diede la sua giacca, rimasero seduti sulla panchina per molto tempo, Jack parlò di continuo mentre Mary gli sorrideva e scambiava qualche parola gentile.
Si era fatto molto tardi, Jack riaccompagnò la ragazza, quando si fermarono davanti casa, Mary si chinò e gli diede un rapido bacio sulla guancia, il ragazzo la guardò in piedi davanti alla porta di casa. Prima di entrare lei si voltò, guardò Jack, e sorrise. Era il più dolce sorriso che Jack avesse mai visto.
La mattina dopo, Jack raccolse un piccolo bouquet di fiori e andò a casa della ragazza, gli aprì una vecchia signora, il ragazzo chiese se poteva vedere Mary, la vecchia lo guardò sorpresa.
“Mary?”, osservò il ragazzo con attenzione, poi gli mostrò una foto appesa e gli chiese:
“E’ questa la ragazza che ha parlato con te la notte scorsa?” .
“Sì”, rispose lui.
“Io sono la signora Sweet, la madre di Mary”, disse. “Mary è morta quasi venti anni fa”.
Jack non credeva a quello che stava sentendo.
“Tutti amavano Mary “, disse la signora Sweet. “Anche se incontrava qualcuno per la prima volta gli parlava come se lo conoscesse da sempre. Questa casa era sempre piena di suoi amici, di risate e di allegria,” la signora Sweet fece una pausa. “Tu non sei la prima persona che viene a dirmi che l’ha vista. Mi piace pensare che lei è vicina”.
Jack era sconvolto.
“E’ vero, Jack”, disse la signora Sweet, si fermò e si asciugò una lacrima. “Mary è sepolta nel Cimitero di Homesville”.
Jack lasciò la casa di Mary e corse fino a raggiungere il cimitero. Quando vide la giacca che aveva dato a Mary appesa ad una lapide, si arrestò. Poi vide ciò che era scritto sulla lapide:

Sweet Mary
14 gennaio 1942 – 5 maggio 1958

Jack mise i fiori sulla tomba di Mary. Non sapeva che il fantasma di Mary era appollaiato in cima alla lapide, a guardarlo da vicino.
“Non avrei potuto mai immaginarlo”, disse Jack. “La mia giacca è proprio qui!”
Jack prese la giacca e la tenne stretta a lui, notò che si sentiva vagamente un profumo.
“Sono sicuro che hai indossato questa giacca e che eri alla fermata dell’autobus!” esclamò, si mise a camminare cercando di mettere insieme questo puzzle così complicato.
“C’erano così tante cose che avrei voluto dirti”, disse Jack.
Allora Mary si avvicinò a Jack e disse: “Non essere triste. Sono qui”.
Jack non poté sentire la sua voce, ma avvertì la pelle d’oca sulle braccia nel momento in cui lei gli sussurrò in un orecchio.
Non avrebbe mai saputo che Mary, la ragazza più dolce che avesse mai incontrato, era venuta a dirgli addio.

Fonte: raccontidifata

                             

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Pubblicato 19 dicembre 2015 da mariannecraven in Racconti

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12 risposte a “L’amore vive oltre la morte …

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  1. Una storia che ti prende l’anima per mano…

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  2. Un sospiro che consola. E ce n’è così tanto di bisogno di consolazione!…
    Un abbraccio ed un fiore…

    Piace a 1 persona

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