Archivio per agosto 2015

Chiuso per tristezza, sgomento e amarezza …   12 comments

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La tristezza è un’ emozione contraria alla gioia e alla felicità  ma del tutto naturale:  essa può essere provata durante la vita di tutti i giorni, oppure a causa di un evento particolarmente drammatico, come una perdita o un lutto.

La tristezza, da sempre dipinta come un’emozione spiacevole di cui liberarsi, è invece parte della condizione umana ed è funzionale per godere della felicità e per un corretto sviluppo emotivo.

La tristezza conduce ad una più profonda introspezione funzionale a guardarsi dentro e fare il punto su di sé, per poi andare avanti.

Non ci si deve vergognare di manifestare la propria tristezza. Reprimere questo stato emotivo comporta solo disagio, rabbia, frustrazione e non fa altro che alimentare il proprio malessere.

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“Non sono una macchina da guerra,
io ho un cuore, un’anima, dei sentimenti e non ho un tasto off-on”

(Delia Viscusi)

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Filastrocca per un amico …   16 comments

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Filastrocca grande della pace piccola

di Bruno Tognolini
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Parlami, amico
Ascolta ciò che dico
Se non mi parli il cielo
Resta tagliato in due
E le parole amare, mie e tue
Poi diventano un mare
Che non sappiamo più attraversare
Ma se prima che tutto si rovini
Ci sediamo vicini
E ne parliamo insieme
Allora le parole sono un seme
Che poi diventa un albero
Che poi diventa un bosco
Dove mi riconosci, e io ti riconosco
E senti ciò che dico
Ci pensi, e se ti piace
Tu ritorni mio amico:
E questa qui è la pace.

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Pubblicato 21 agosto 2015 da mariannecraven in Diario, Filastrocche, Poesia

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Quando condivido un discorso, non mi interessa da dove viene e chi lo fa … ne recepisco solo il contenuto …   10 comments

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I soliti noti e la xenofobia delle bufale

L’invasione, le malattie, il terrorismo, l’Italia senza soldi, la Chiesa che ci guadagna… Tutte le sciocchezze che ci raccontano quelli che hanno contribuito a creare il problema immigrazione.

di Fulvio Scaglione

Per quanto la cosa dispiaccia ai soliti noti, la Chiesa italiana tiene alta l’attenzione sul tema dell’immigrazione e delle responsabilità di chi sarebbe chiamato a produrre soluzioni e non retorica. Ieri il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza episcopale italiana, ha dato uno scossone anche alle Nazioni Unite: “Mi chiedo”, ha detto il cardinale, “se questi organismi internazionali come l’Onu, in particolare, che raccoglie il potere politico ma anche finanziario, hanno mai affrontato in modo serio e deciso questa tragedia umana”.

Purtroppo i soliti noti godono di un innegabile vantaggio: la loro merce è assai più facile da smerciare. E’ merce che fa male alla salute (degli individui e del Paese) ma “va” di più. Proprio come le patate fritte: fanno malissimo ma sono uno dei cibi più consumati. D’altra parte sono esperti nel vendere bufale. Sono gli stessi, per fare un esempio, che per un po’ vendettero la paura del crimine e convinsero un po’ di gente che senza le pattuglie dei militari nelle città non si poteva campare. Anzi, ci volevano pure le ronde padane per sopravvivere. Era una bufala, i reati sono in costante calo (meno 7,7% nel 2014; meno 9,3 nell’ultimo anno, con le rapine a meno 12% e i furti a 5,6%) ma le grida di allora sono indimenticabili.

Adesso si replica, con l’immigrazione. Raccontando, tra le tante bufale, anche quella che l’arrivo degli immigrati farebbe crescere i reati, che invece, come sappiamo bene, sono in calo. Mentre non si è vista traccia di ebola tra i migranti, che avrebbero dovuto portarci ogni sorta di malattia, per non parlare delle orde di terroristi dell’Isis che avrebbero dovuto nascondersi sui barconi, travestiti appunto da migranti.

Ma l’ordinaria xenofobia, come le patatine fritte nell’olio marcio, vende bene. Basta avere il coraggio di spacciar l’interesse di partito per interesse nazionale, e sfruttare senza pietà le paure della gente. Anche i film horror, tra l’altro, vendono bene.

Non è difficile andare in Tv e parlare di “invasione”. Nonostante questo, però,  non è vero che ci sia un’invasione in corso: dal 1 gennaio al 15 agosto dell’anno scorso, sbarcarono sulle nostre coste 104.255 persone; quest’anno, nello stesso periodo, ne sono sbarcate 103.226. Sappiamo anche che la maggior parte di loro lascerà il nostro Paese. E’ un’emergenza, è chiaro, ma è stabile. E con quei numeri un Paese di 60 milioni di abitanti può parlare di “invasione”?

E per quanto l’emergenza sia seria, per quanto si drammatizzi spesso ad arte, non c’è “invasione” nemmeno nel resto d’Europa: l’anno scorso nella Ue sono entrate 650 mila persone e ne sono state espulse 400 mila. Saldo attivo di 250 mila persone per una comunità di 500 milioni di persone. Chi può seriamente parlare di invasione?

Altra panzana che però funziona, e i soliti noti lo sanno bene: l’Italia non ha le risorse per occuparsi dei migranti, anzi: se si occupa dei migranti è costretta a trascurare i nostri giovani, i pensionati, i disoccupati. E’ tanto, tanto curioso che questo argomento faccia presa in un Paese in cui l’evasione fiscale è un fenomeno di massa e  brucia ogni anno 150 miliardi, e la corruzione generalizzata un altro bel po’ di soldi.

Anche perché per i migranti si spende ma al confronto briciole: secondo i calcoli della Fondazione Ismu, specializzata in questo genere di studi, l’intera operazione Mare Nostrum, che salvò la vita a 80 mila persone, costò a ogni italiano l’equivalente di 1 euro e 90 centesimi. Mentre assistere 60 mila migranti nella rete di accoglienza messa in piedi dal Governo ( i famosi 35 euro al giorno ecc. ecc.) costa a ogni italiano, in un anno, l’equivalente di 11 caffé. Ma forse, secondo i soliti noti, è proprio con questi caffé che campano i nostri disoccupati e pensionati.

D’altra parte, non parlate di evasione fiscale ai piazzisti: loro, quando stavano al Governo, l’evasione la “scudavano” e la perdonavano volentieri. Una mano di bianco e non c’era più.

Sempre per la serie: panzane da piazzista. Non è vero che sono profughi, sono migranti economici, gente che viene qui per rubarci il pane. Ma i dati che cosa dicono? Proprio il contrario: tra gli sbarcati nel 2015 la prima nazionalità è quella dell’Eritrea (Paese-lager, retto da una dittatura spietata, dove i diritti civili sono di fatto aboliti: 25.657 persone), seguita da Nigeria (Boko Haram, la milizia islamica che massacra la gente e i cristiani in particolare, mai sentito nominare? 11.899 persone), Somalia (decenni di guerra e anarchia violenta, terrorismo islamico degli shabaab; 7.538 persone), Sudan (decenni di guerra e distruzioni, 5.658 persone) e Siria (guerra e Isis; 5.495 persone). Altro che migranti economici.

Moltissime di queste persone arrivano da noi passando per la Libia, che da tempo ha cessato di esistere in quanto Stato unitario. E’ precipitata nel caos da quando, nel 2011, gli Usa di Obama, la Francia di Sarkozy e la Gran Bretagna di Cameron decisero che bisognava far la guerra a Gheddafi e buttar giù il suo regime. Anche l’Italia, che poco prima si era acconciata a soddisfare tutti i capricci del Colonnello, si accodò alla spedizione e concesse le proprie basi per i bombardamenti. E chi c’era al Governo, allora? Sorpresa: i soliti noti di oggi, quelli che vanno a caccia di voti speculando sulla paura dei migranti. Provocano un’emergenza e poi la sfruttano, bravi davvero.

E poi, certo, spiegano a che li vuol sentire che chi la pensa diversamente, prima fra tutte le Chiesa, o non capisce o ci guadagna. Proprio loro, che vivono di soldi pubblici e che nel pubblico impiego hanno trovato modo di sistemare amici a parenti. La sola Caritas accoglie nelle sue strutture circa 20 mila persone, il 10% di tutti gli arrivi, sgravando lo Stato di un bel peso, e avrebbe diritto a un monumento in ogni piazza, altro che farsi criticare. La rete delle parrocchie ha creato circa 1.500 diversi servizi per l’assistenza agli immigrati, senza chiedere un soldo allo Stato. Le circa 500 mense per i poveri allestite da organizzazioni che si richiamano alla Chiesa cattolica distribuiscono ogni giorno circa 10 milioni di pasti. I soliti noti strillino pure. Da queste parti abbiamo cose più serie da fare.

Fonte: famigliacristiana.it/
Martedì, 18 Agosto 2015

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LA VENTENNE TUTTA SODA CE L’HA CON ME   6 comments

Chiedo venia, ho scoperto solo stasera questi tuoi pezzi, sono quasi due ore che li leggo e mi piacciono uno dopo l’altro sempre di più … ma questo!, questo è troppo … troppo bello, sto ancora ridendo da sola come una matta, lo ribloggo …

La soluzione? La Coalizione!   18 comments

Sono certa che esiste tanta “coscienza sotterranea” che non ha possibilità di esprimersi, persone oneste e con valori che i nostri governanti hanno dimenticato completamente. E condivido l’idea che spetta proprio a tutte queste persone trovare la forza e il coraggio di fare scelte precise, uscendo dall’anonimato e appoggiando apertamente chi sta lavorando con onestà e coerenza per rifondare una giustizia sociale. Stimo e ammiro Maurizio Landini, forse la sua “Coalizione Sociale” non sarà quella che riuscirà a risolvere i problemi del nostro Paese, ma quello che è certo è che è composta da persone oneste, che lavorano ogni giorno con fatica in questa direzione, per riconquistare una giustizia sociale e una democrazia scomparse, soffocate dal degrado. E in questo senso va sostenuta e non lasciata sola.

Essere Sinistra

coalizione-sociale

di Vincenzo G. PALIOTTI

Sto meditando sul nuovo “slogan” del governo, che pare già sia in campagna elettorale [sic!].

Tutto questo non ci sorprende, se pensiamo che è da quando questi si sono insediati che coniano uno slogan al giorno per convincere la gente sulla loro indispensabilità. Indispensabilità che non ritroviamo nei risultati economico/sociali che sono del tutto scadenti: anzi, sono peggiori di quando andavano entusiasti di quel 40,8%, praticamente fasullo, che giustificava la loro “svolta” a destra.

Oggi ,dicevo, “lo slogan” in voga è: se non ci riconfermate finisce che al governo ci andrà Salvini o Grillo, ovvero “non ci sono alternative”. Niente di più falso e di tendenzioso. E’ vero che c’è un’ondata xenofoba e razzista che sostiene sia il leader della Lega che quello del M5S: il loro cavallo di battaglia è la lotta al “clandestino”. Però è anche vero che messe insieme le due forze…

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Ricordi di gioventù …   6 comments

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Una sera a cena … una pizza prima dello spettacolo … un tavolo a quattro … Olga Durano, Syusy Blady, Iskra Menarini ed io … chiacchiere divertenti fra donne, e poi … palcoscenico!
Spettacolo entusiasmante, fantastici pezzi comici, scene esilaranti tra il pubblico, serata “movimentata” e magica … Musica, blues favoloso, e soprattutto … la grande voce di Iskra …

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“Quasi amore”

 di L. Dalla – M. Alemanno – R. Costa
Ed. Pressing Line – Bologna

Sei mai stato in cima a un monte a vedere il cielo?
Quando hai bisogno di un po’ di libertà
Lo sai, qui in basso è un caldo, un caldo dell’inferno
E che mediocrità…
La mia vita
Con ogni sua ferita
Per ogni istante di quasi amore
Rimane un po’ di dolore
E chissà…
Dov’è l’amore vero, se c’è?
Quello uguale al cielo dov’è che parto?
Parto per cercarlo, per portarlo via con me
Da te che sei anche tu come me
Ognuno col suo sbaglio

Ma ti ho sempre dentro di me
Ogni notte chiudo gli occhi per guardarmi dentro
Poi li apro e vedo quello che ho intorno
Ed aspetto solo che ritorni il giorno
Per sapere che
La mia vita
E’ come un film déjà vu
Ogni ferita, ogni male al cuore
E’ pur sempre amore
Perché…
Dov’è l’amore vero se c’è?
Quello uguale al cielo dov’è che parto?
Parto per cercarlo, per portarlo via con me
Solo per me che sono ormai così lontana da te
Difendendo ogni mio sbaglio, così
Io vivrò!

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Iskra Menarini nasce a San Felice sul Panàro il 5 maggio del 1946, dal padre Cesare di nazionalità francese ma figlio di un italiano e dalla madre Anna Polloni. Ha anche un fratello di nome Sergio, quattro anni più grande di lei. Qui trascorre la sua infanzia, studiando per diventare perito agrario.

Nel 1962, all’età di sedici anni si trasferisce con la famiglia nel comune di Sanremo, dove rimarrà per sei anni. Qui ha inizio il suo lungo percorso artistico grazie alla passione per il teatro, la danza e per la musica che la portano ad apprendere lezioni di chitarra classica, danza e recitazione.

Partecipa al Festival di Castrocaro 1963, non riuscendo a classificarsi per la fase finale; questa partecipazione però le consente di ottenere un contratto discografico con la MCR, casa discografica milanese, che la fa debuttare l’anno successivo con il suo primo 45 giri, Quello/Domani sera.

A ventidue anni si trasferisce da sola a Bologna per studiare canto lirico e qui conosce Andrea Mingardi, ma l’incontro che cambia sicuramente il suo modo di cantare e di ascoltare musica è l’incontro con i Tombstones, un gruppo bolognese che le fa scoprire la musica rock, con cui incide un 45 giri per la Cobra Record, Mi ripenserai/Capelli al vento,  e con cui partecipa al I Festival di musica d’avanguardia e di nuove tendenze nel 1971.

Rimane in questo gruppo dieci anni, partecipando a vari festival. In questo contesto incontra e conosce Red Ronnie con il quale comincia un rapporto di amicizia, cantando in giro e debuttando al Piper Club di Roma.

Successivamente canta nell’opera rock Giulio Cesare scritta da Jimmy Villotti e si avvicina al jazz, più sperimentale, al soul e blues; nel 1978 partecipa all’incisione dell’album di debutto di Vasco Rossi, … Ma cosa vuoi che sia una canzone …, come corista.

L’incontro con Lucio Dalla l’ha portata a una lunga collaborazione come sua vocalist e per 24 anni lo affianca nelle tournée, nelle trasmissioni televisive e in diversi video musicali, come Ciao, Attenti al lupoLunedì e in Tosca – Amore disperato.

Contemporaneamente canta in tour e in televisione anche con Gianni Morandi ed è ospite di Paola Perego su Canale 5.

A 62 anni partecipa al Festival di Sanremo 2009, presentato da Paolo Bonolis, cantando Quasi amore, su testo di Lucio Dalla e Marco Alemanno e musica di Roberto Costa.

Partecipa anche come insegnante per un periodo nella trasmissione Amici di Maria De Filippi, lasciando però il ruolo dopo poco tempo per proseguire più liberamente la propria carriera musicale.

Sempre nel 2009 prende parte all’album di Lucio Dalla Angoli nel cielo. 

Per beneficenza si esibisce in un raduno con diversi artisti per il restauro di sette chiese di Bologna e con I Jails per la raccolta fondi per L’Aquila.

Nel 2013 produce l’album Ossigeno: un viaggio nell’anima, presso gli studi SanLucaSound con Renato Droghetti, Manuel Auteri e Bruno Mariani. L’album è un percorso nella sua vita musicale con nuovi brani inediti da lei composti e qualche cover in ricordo di Lucio Dalla. Al disco hanno collaborato Renato Zero, Gianni Morandi, Gigi D’Alessio, Andrea Mingardi, Sabrina Ferilli, Lino Banfi, Stefano di Battista, Il piccolo Coro dell’Antoniano, Gergo Morales e Marialuce Monari.

È sposata con Alfredo Parmeggiani, un ex pugile. Dalla loro unione nasce Cristiano Parmeggiani.

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L’Amicizia: un grande impegno … ogni volta è rischiare …   15 comments

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Una dedica senza nome … tu sai che è per te …
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Whitney Houston and CeCe Winans
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Count On Me

Count on me through thick and thin
A friendship that will never end
When you are weak, I will be strong
Helping you to carry
Call on me, I will be there
Don’t be afraid
Please believe me when I say
Count on

I can see it’s hurting you
I can feel your pain
It’s hard to see the sunshine through the rain oh
I know sometimes it seems as if it’s never gonna end
But you’ll get through it
just don’t give in

 Count on me through thick and thin
A friendship that will never end
When you are weak, I will be strong
Helping you to carry on
Call on me, I will be there
Don’t be afraid
Please believe me when I say
Count on
You can count on me, oh yes you can

 I know sometimes it seems as if
we’re standing all alone
But we’ll get through cause love wouldnt let us fall

 Count on me through thick and thin
A friendship that will never end
When you are weak, I will be strong
Helping you to carry on
all on me, I will be there
Don’t be afraid
Please believe me when I say
Count on

There’s a place inside of all of us
Where our faith in love begins
You should reach to find the truth in love
The answers there within
I know that life can make you feel
It’s much harder than it really is
But we’ll get through it
Just (just) don’t (don’t) give in

 Count on me through thick and thin
A friendship that will never end
When you are weak, I will be strong
Helping you to carry on
Call on me, I will be there
Call on me, I will be there
Don’t be afraid
Please believe me when I say
Count on
Count on
Count on
Count on
Count on
Count on
Count on
Ohh yes you can, I know I can, sure I can, so glad I can, so glad I can, Count on me
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Conta su di me

Conta su di me nella buona e nella cattiva sorte
Un’amicizia che non finirà mai
Quando sei debole, sarò forte
Aiutandoti ad andare avanti
Rivolgiti a me, io ci sarò
Non avere paura
Per favore credimi quando ti dico
Contaci

Posso vedere che ti fa star male
Posso sentire il tuo dolore
E’ difficile vedere il sole attraverso la pioggia
So che qualche volta sembra non finire mai
Ma lo supererai
Solo non mollare

Conta su di me nella buona e nella cattiva sorte
Un’amicizia che non finirà mai
Quando sei debole, sarò forte
Aiutandoti ad andare avanti
Rivolgiti a me, io ci sarò
Non avere paura
Per favore credimi quando ti dico
Contaci
Puoi contare su di me, oh si puoi

So che certe volte sembra che
Siamo da soli
Ma lo supereremo perchè l’amore non ci farà cadere

Conta su di me nella buona e nella cattiva sorte
Un’amicizia che non finirà mai
Quando sei debole, sarò forte
Aiutandoti ad andare avanti
Rivolgiti a me, io ci sarò
Non avere paura
Per favore credimi quando ti dico
Contaci

C’è un posto dentro a tutti noi
Dove inizia la nostra fede nell’amore
Dovresti trovare la verità nell’amore
Le risposte lì dentro
So che la vita può farti sentire
Che sia più difficile di quanto sia
Ma noi lo supereremo
Solo non mollare

Conta su di me nella buona e nella cattiva sorte
Un’amicizia che non finirà mai
Quando sei debole, sarò forte
Aiutandoti ad andare avanti
Rivolgiti a me, io ci sarò
Rivolgiti a me, io ci sarò
Non avere paura
Per favore credimi quando ti dico
Contaci
Contaci
Contaci
Contaci
Contaci
Contaci
Contaci
Si tu puoi, so che puoi, sicuro che puoi, sono così contento, conta su di me

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Pubblicato 17 agosto 2015 da mariannecraven in Diario, Musica

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